Rifiuti, a Siziano nuove regole per l’indifferenziata: solo sacchi trasparenti
SIZIANO. Rimozione delle campane del tetrapak che sarà raccolto porta a porta, ritiro dell’umido tre volte a settimana tra maggio e settembre, un maggior numero di spazzamenti delle strade. Sono queste le principali novità del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti partite nel mese di maggio.
Nuovo sistema e obiettivi
Un potenziamento del sistema di raccolta previsto nell’appalto che il Comune aveva assegnato alla ditta Pizzamiglio e che era stato oggetto di un ricorso da parte di Asm che aveva vinto al Tar, ma perso al Consiglio di Stato che aveva stabilito la correttezza delle procedure messe in atto dal Comune. Comune che si è posto l’obiettivo di aumentare la percentuale di raccolta differenziata e di arginare gli abbandoni di rifiuti sul territorio che non solo creano degrado, ma determinano costi aggiuntivi per le casse comunali causati per gli ulteriori interventi di raccolta e smaltimento della spazzatura abbandonata sul territorio.
Cosa cambia
Sono quindi state smantellate le campane per la raccolta del tetrapak, materiale che invece viene ora raccolto porta a porta ogni ultimo venerdì del mese. Le nuove modalità di raccolta vietano in modo tassativo l’uso del sacco nero per l’indifferenziata. Devono infatti essere utilizzati solo sacchi trasparenti. In caso contrario il ritiro non viene effettuato da parte degli addetti della Pizzamiglio. Per quanto riguarda il verde, viene ritirato solo se conferito in bidoni carrellati. Tutti coloro che sono proprietari di una casa con un giardino di oltre 60 metri quadrati potranno ritirarli gratuitamente in Comune. Chi invece ha giardini di dimensioni minori potrà fare affidamento su contenitori rigidi con capacità inferiore ai 40 litri. Il Comune avverte che i contenitori non conformi non saranno svuotati. L’appalto con la Pizzamiglio era stato assegnato circa un anno fa. Poi tutto era stato congelato in attesa della sentenza del Tar al quale Asm aveva presentato ricorso. Il Tribunale amministrativo regionale aveva dato ragione alla multiservizi, ma il Comune si era rivolto al Consiglio di Stato che invece ha dato ragione all’ente comunale. —
Stefania Prato