Milan, un giorno da star in maglia ciclamino al Giro d’Italia: «E’ una meraviglia»
Scrive alle 9 del mattino commentando le pagine del Messaggero Veneto: «Tranquillo non sarà ogni giorno così, oggi ti puoi riposare». Lui a noi. Noi a lui? Nulla, che vuoi dire a uno così che lunedì rispondeva pure alle domande dei giornalisti un minuto prima della partenza?
Jonathan Milan alla partenza della terza tappa a Vasto era il personaggio del giorno. Tutti lo riconoscevano, il pubblico lo chiamava alle transenne per una foto. Poi il palco per la presentazione del team e il foglio forma. E la linea di partenza con le ombrelline tipo Moto Gp accanto alla maglia rosa Evenepoel.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12794053]]
«Cosa penso dopo una notte di riposo? Beh, che adesso le responsabilità crescono, che l’asticella si è alzata. Sogno da sempre di vincere una tappa al Giro d’Italia, l’avevo fatto tra gli Under 23 col Team Friuli, ho vinto alloro di ogni tipo in pista, su tutti la medaglia d’oro con il quartetto, ma vincere al Giro, peraltro alla mia prima partecipazione, è qualcosa di davvero incredibile. Me ne sono accorto già stamattina (lunedì, ndr) alla partenza».
Poi la gara parte. E la maglia ciclamino viene subito tenuta d’occhio da tifosi e commentatori tv, anche se la giornata di pioggia impone a un certo punto agli atleti, che vanno in direzione Melfi, di indossare le mantelline.
Salitelle in vista a venti chilometri dall’arrivo. La Jayco di Michael Matthews, che vuole vincere la tappa e ha tra le sue fila l’altro bujese, Alessandro De Marchi, tira forte.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12794061]]
Ad un certo punto si vede l’inconfondibile sagoma del 22enne bujese sbuffare, cercare di spingere con le braccia. Staccarsi.
È normale, pesa 85 kg, è forse il più pesante in gruppo, la salita non è il suo pane, le fatiche della volata del giorno prima e l’euforia della vittoria sono un freno sui suoi muscoli. E poi soprattutto: ora l’obiettivo per il friulano è ripetersi e, soprattutto, arrivare a Roma.
Arriva a un quarto d’ora dal vincitore. Col sorriso come sempre, lui che prende il nome dal gabbiano protagonista del celebre bestseller di Richard Bach, lettura prediletta da mamma Elena durante la gravidanza, si presenta ospite al “Processo alla tappa” in Rai.
«Quasi ancora non ci credo. Riprovarci? Sono al primo Giro d’Italia, vado con i piedi di piombo, a volte in questo sport quando c’è la tappa buona per te non hai le gambe buone e viceversa. L’obiettivo è arrivare a Roma. Poi, è chiaro, la corsa dei miei sogni resta la Parigi-Roubaix».
E ci sono pure la Milano Sanremo e ancora Olimpiadi col quartetto nel 2024. E il commissario tecnico della Nazionale, Daniele Bennati ha parole di miele per il “suo ragazzo” dopo la vittoria di domenica.
«Mi è rimasta una grande gioia, abbiamo bisogno di giovani come lui che possano dare una scossa. È tanto giovane, però vincere alla sua prima tappa al Giro, al primo e alla prima volata al Giro deve per forza proiettato un futuro.
Questo per lui deve essere un punto di partenza. Viva alla giornata questa corsa puntando però a finirla a Roma».
E, attraverso il ct, Milan ha ricevuto domenica due complimenti speciali: quello di Jovanotti e quello di Nicolò Barella, centrocampista dell’Inter appassionato di ciclismo che ha scritto all’interista e amico Bennati alla vigilia del derby di Champions: «Grande vittoria, è l’unico Milan però che può vincere in settimana». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA