Scontri allo stadio dopo Udinese-Napoli, arresto confermato per due tifosi
UDINE. Definita la posizione di tre dei quattro friulani arrestati in seguito agli scontri avvenuti nel campo dello stadio al termine della partita Udinese-Napoli.
Nel processo per direttissima celebrato lunedì 8 maggio, davanti al tribunale di Udine, il giudice monocratico Roberto Pecile ha convalidato l’arresto di Paolo Angeli, 48enne residente a Verzegnis, e di Valentino Di Sopra, 35 anni, di Palmanova (su richiesta del pm Claudia Finocchiaro) e disposto la liberazione degli indagati e la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza (non l’obbligo di permanenza notturna in casa).
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Angeli deve rispondere di rissa, resistenza a pubblico ufficiale e superamento indebito di recinzione (invasione di campo). In base alle accuse si è opposto a un dirigente della Questura – intervenuto per fronteggiare l’invasione di campo dei tifosi del settore Curva Nord – con violenza: lo ha afferrato al collo con il gomito, buttandolo a terra e sferrandogli un calcio.
Di Sopra è stato invece accusato di rissa e di invasione di campo aggravata dall’utilizzo di oggetti atti a offendere: ha colpito con una cinghia un tifoso del Napoli che si trovava a terra.
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La difesa – i quattro indagati sono difesi dall’avvocato Giovanni Adami, lunedì, nell’udienza davanti al tribunale monocratico di Udine il legale era sostituito dal collega Giovanni Tarragoni – ha chiesto per Angeli e Di Sopra termine a difesa e l’udienza è stata quindi aggiornata al 29 maggio davanti al tribunale monocratico.
I due indagati avevano tra l’altro già ricevuto dalla questura di Udine il Daspo (divieto di seguire manifestazioni sportive).
Nei confronti di Matteo Artico, 35enne domiciliato a Sesto al Reghena, invece, il pm Monica Carraturo di Pordenone ha ordinato la liberazione immediata (era ai domiciliari) per insufficienza di prove fornite ed eventualmente procederà separatamente alla richiesta della convalida dell’arresto. L’uomo è accusato dell’ipotesi di reato di rissa.
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E martedì 9, davanti al gip del tribunale di Gorizia, si terrà l’udienza di convalida dell’arresto del monfalconese Francesco Seibessi, 54 anni, presidente della Romana calcio chiamato a rispondere di rissa, utilizzo di oggetti atti a offendere, invasione di campo.
Oltre ai quattro friulani, giovedì sera era stato arrestato anche un tifoso partenopeo a Napoli (assistito dall’avvocato Emilio Coppola del foro di Napoli).
Ai cinque era stata applicata la norma che prevede l’arresto differito in flagranza nelle 48 ore successive ai fatti, a condizione si tratti di gravi reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o quando non è possibile procedere subito all’arresto per ragioni di sicurezza.
Quindici – di cui sei all’ospedale – le persone soccorse dopo l’invasione di campo dei napoletani, cui è seguita quella dei friulani ma nessuna per i colpi sferrati con cinghie e bastoni, bensì per la calca dopo l’invasione o a causa di cadute, ad esempio saltando sul campo dagli spalti.
I presunti responsabili sono stati individuati grazie ai filmati dei cellulari e delle 400 telecamere installate al Friuli.