Il comitato contro il maxi polo logistico è pronto alla battaglia
Anche il Comitato “No Polo Logistico” si prepara alla sua battaglia dopo che il Comune di Lonato, con l’ultima delibera di giunta, ha deciso di procedere con l’iter per la possibile costruzione del maxi polo logistico da 93mila metri quadrati al confine del Sito di Interesse Comunitario (Sic) di Valle, a Castiglione delle Stiviere.
A spiegare le prossime azioni, che sono molte, è Franco Tiana, portavoce del Comitato ed ex consigliere provinciale.
«La nostra posizione - dice Tiana - è chiara, e lo è sempre stata: quel polo logistico lì non ci deve proprio stare. Non saranno certo alcune mitigazioni, anche se stiamo studiando nel dettaglio il nuovo progetto, a farci desistere».
L’ex consigliere provinciale prosegue: «Ci siamo subito rimessi in moto con il parere positivo prima della commissione urbanistica e, poi, dopo questa delibera di giunta che, di fatto, pur se in attesa di approvazione in consiglio, rimette in moto l’iter per il polo logistico. Abbiamo appuntamento la prossima settimana con il sindaco di Castiglione per capire se e come procedere insieme, oppure se, con obiettivo comune, ci muoveremo su strade diverse. Stessa cosa sul fronte delle altre istituzioni interssate. Abbiamo coinvolto la Provincia di Brescia e, allo stesso tempo, chiesto un incontro con l’assessore regionale Alessandro Beduschi. La Regione ha voce in capitolo perché il Sic è in carico alla regione che, a sua volta, ne ha affidato la gestione al Parco del Mincio. Quindi è chiaro che in questa partita la Regione gioca un ruolo decisivo».
Tiana spera che il fronte si allarghi: «Alcuni consiglieri del Partito democratico e del M5S hanno rivolto interrogazioni. Speriamo che anche altri consiglieri, che hanno raccolto molte preferenze in questo nostro territorio, si facciano avanti e si prendano a cuore questo territorio».
Tiana fa poi sapere di aver chiesto anche un incontro con il Parco del Mincio: «Allo stesso tempo chiediamo a tutti i cittadini che sono interessati di farsi avanti e di farsi sentire. Il luogo in questione è prezioso per tutta la comunità, e non è affatto un luogo adatto per costruire un comparto di quelle dimensioni che andrebbe ad impattare in modo pesante sull’ambiente, sui corsi d’acqua e su tutto un ecosistema molto delicato e unico. Serve una mobilitazione politica, legale se serve ma anche delle persone».