Giardino Profumo, coltivare la terra può essere una terapia
STRADELLA
Un’aula attrezzata come orto-giardino per aiutare le persone disabili a migliorare la loro qualità di vita. Si chiama “Giardino Profumo” la nuova iniziativa di orticoltura terapeutica, realizzata al centro diurno disabili di Stradella, grazie all’impegno dell’educatrice Margherita Volpini. Si tratta di un progetto indoor per una trentina di persone del centro che, per problemi legati alle loro patologie, possono uscire meno degli altri ospiti.
«All’interno della loro aula è stato ricreato un giardino con piante in coltivazione idroponica (con l’acqua al posto del terriccio ndr), talee, piante ornamentali per dare loro la possibilità di svolgere quasi tutte le attività che vengono svolte normalmente in un orto e godere dei benefici dati dalla vista e dal contatto con il verde – spiega Volpini –. Studi clinici hanno dimostrato come anche la semplice contemplazione del verde sia in grado di interagire con la percezione che la persona fragile ha della propria malattia, della sofferenza e dei benefici delle cure».
esperienza che fa scuola
Questo tipo di terapia è applicata al centro disabili di Stradella dal 2012, quando è nato l’orto-giardino “Orto Bubù” (per la presenza del cagnolino Snoopy), dove, settimanalmente, gli utenti svolgono attività, affiancati da educatori formati in quest’ambito. Di recente, alle attività partecipano anche gli ospiti della residenza sanitaria disabili di Ruino e del centro socio-educativo (con l’educatrice Maria Cristina Sommariva). Ma l’esperienza stradellina sta facendo scuola, visto che ora gli ortoterapeuti saranno affiancati nelle attività dagli studenti del master di Orticoltura terapeutica dell’università di Bologna. —
Oliviero Maggi