Triestina, chance persa ma sfida ancora aperta
TRIESTE. La carica emotiva dei 6.500 del Rocco nel primo round dei play-out con il Sangiuliano meritava una vittoria. Ma la squadra è andata avanti per la sua strada e in campo non ha fatto nulla, se non negli ultimi minuti, per entrare in empatia con i suoi straordinari supporter. La sua strada appunto è quella che ha portato a una impensabile rimonta in tre mesi ma che non prevede acuti se non quelli che possono capitare (come successo a Crema) quando non c’è più nulla da perdere. Così è nel bene e nel male e non sarà certo l’ultima settimana di lavoro a modificare una realtà consolidata in oltre tre mesi. Il tecnico Gentilini ha osservato a fine partita che il ritmo blando del primo tempo non è stato ispirato da un piano gara ma dalla tensione dei suoi ragazzi. Un approccio forte al Rocco si è visto solo in due circostanze, con Juve e Pro Patria, e guarda caso sono arrivate due vittorie. Anzi le uniche due vittorie in casa.
Gentilini pensa all’equilibrio
Gentilini pensa prima di tutto all’equilibrio anche se in questo caso non è che le vicende settimanali dell’inchiesta sul match di Crema e anche la presenza così calda del pubblico potevano lasciare indifferente il gruppo-squadra. Ma tant’è e non ci saranno mai controprove. Resta il fatto che il match con il Sangiuliano era un’occasione per mettere sul tavolo della doppia sfida un piccolo vantaggio. La Triestina non ha colto questa chance, deve fare il mea culpa ma non deve fasciarsi la testa prima che sia rotta . A Seregno sarà la partita della vita e non è che il Sangiuliano sia in grado di gestire la doppia chance che pure si è conquistato sul campo. Così come sul campo, ed è bene non dimenticarlo, anche la Triestina si è conquistata la possibilità di giocarsi la salvezza fino in fondo.
Deficit atletico per l’Unione
La partita di sabato con Il Sangiuliano ha messo in evidenza come l’Unione sembri accusare un deficit sul piano atletico rispetto all’avversario. Non è una condizione generale, e questo è un bene, ma riguarda alcuni ragazzi che negli ultimi mesi hanno dato tutto. Germano non è apparso in grado di fare le due fasi, il generoso Tavernelli sembra cotto, Paganini continua a correre come un matto (ed è preziosissimo) ma poi si impappina negli ultimi venti metri, Tessiore dopo mezz’ora perde ritmo. Pensare che Gentilini cambi assetto e approccio alla gara è improbabile e potrebbe anche essere dannoso. Qualche staffetta tuttavia avendo in panchina Malomo, Ciofani, Minesso, Felici, Pezzella può essere presa in considerazione. È quasi certo che sabato prossimo la gara sarà ancora gestita nei primi 45-60’ per poi mettere in campo tutte le armi per l’assalto nell’ultima frazione di gara. Questo atteggiamento finora ha sempre pagato anche se rispetto a Crema, a Seregno i padroni di casa si giocheranno la vita. La sfida per evitare la D è sempre più in salita ma è aperta e i tifosi hanno deciso di essere presenti e condividere la gara del Ferruccio prima ancora di sapere l’esito della sfida casalinga. Loro meritano già un monumento. Gli alabardati devono conquistarselo.