Sanatorio venduto, c’era un’opzione triestina: «Ma non volevamo monopoli»
TRIESTE Uno scambio di osservazioni a distanza, condotto senza la volontà di esasperare i toni, ma per puntualizzare le posizioni. Tema: il Sanatorio Triestino, che il blocco degli azionisti più importanti (86,9%) ha ceduto al gruppo Garofalo, una delle maggiori realtà nazionali della sanità privata.
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Guglielmo Danelon, presidente del Policlinico Triestino, non nasconde l’interesse che la Salus avrebbe avuto nell’acquisire la clinica di via Rossetti. Tant’è che venne prospettata ai soci del Sanatorio un’offerta che Danelon definisce «senz’altro competitiva rispetto a quella presentata da Garofalo».
La pensa diversamente Salvatore Guarneri, che s’avvia a diventare amministratore delegato del Sanatorio in seguito all’assemblea fissata per il 25 maggio. E’ uno dei soci che ha venduto la sua dotazione azionaria (11%). «Abbiamo optato per un mercato regionale aperto a nuovi contributi - argomenta - orientato alla competizione e scevro da inclinazioni monopolistiche. Abbiamo pensato che la concorrenza possa giovare alla qualità e all’innovazione in un comparto privato che in Friuli Venezia Giulia rappresenta solo il 5% del settore sanitario».
Ma Danelon è anche detentore di un antico pacchetto azionario del Sanatorio e non sembra orientato a venderlo: Garofalo, in coerenza con quanto pattuito con i soci venditori, farà un’offerta alle stesse condizioni per drenare quel 13% di share rimasto ancora invenduto.
«Resto azionista del Sanatorio - spiega - perchè ritengo comunque importante avere occasioni di confronto e di interlocuzione con un gruppo di questa rilevanza, che abbiamo già avuto modo di conoscere all’interno del contesto sanitario privato». Anche Danelon è dell’avviso che vada superata l’esiguità del privato in regione. E annota nell’ambito nazionale la crescente tendenza all’aggregazione in pochi grandi gruppi (San Raffaele, Sansavini, lo stesso Garofalo).
Poi Guarneri torna sui motivi che hanno convinto lui e i soci “storici” a disimpegnare le quote. «A livello territoriale il Sanatorio svolge un ruolo notevole, si pensi che sono 40.000 all’anno gli accessi ai servizi. E il nostro obiettivo, con l’operazione Garofalo, è stato proprio quello di tutelare la qualità dei servizi. Perchè le sinergie, sviluppabili con un gruppo di quelle dimensioni operative e finanziarie, sono destinate a migliorare l’offerta prestazionale. L’innovazione tecnologica è sicuramente una voce dove avremo modo di verificare il senso della nostra scelta».
«Per il privato di questa regione - prosegue Guarneri -, dove ci pare che il governatore Fedriga e l’assessore Riccardi siano interessati a rafforzare il livello di collaborazione, crediamo vadano a delinearsi spazi di azione significativi sia nei contenuti che nelle aree geografiche».
Guarneri, che ricorda gli investimenti realizzati al Sanatorio negli ultimi anni in particolare sulla radiologia, annuncia l’assemblea del 25 maggio, che vedrà l’esordio della nuova proprietà: ci sarà da nominare i nuovi organi sociali, in quanto il consiglio di amministrazione (Catalani, Giamperlati, Terpin, Rismondo, Guarneri) e il collegio sindacale (D’Avanzo, Lonzar, Bertoli) hanno rassegnato le dimissioni in considerazione del nuovo assetto. «Il Sanatorio - conclude il futuro amministratore delegato - mantiene la sua identità societaria».