Edilizia e turismo trainano la crescita delle imprese: Trieste si scopre modello
La provincia di Trieste, nel primo trimestre di quest’anno, ha fatto registrare un incoraggiante saldo positivo tra natalità e mortalità delle aziende. Ed è un dato in controtendenza rispetto al resto del Fvg. Numeri alla mano, tra quelle che si sono iscritte e quelle che si sono cancellate dal registro della Camera di Commercio, il territorio guadagna ben 32 aziende fra gennaio e marzo. Si tratta in ogni caso di un trend che prosegue nel solco del risultati raccolti lo scorso anno, a dimostrazione della fiducia che piccoli e grandi imprenditori ripongono nella nostra città e, più in generale, in terra giuliana. Nel dettaglio i dati di Movimprese elaborati da Unioncamere sulla base del registro delle imprese delle Cciaa (al netto delle cancellazioni d’ufficio, quelle riguardanti realtà inattive) raccontano come nei primi tre mesi del 2023 siano state avviate 359 nuove imprese mentre ne sono state cancellate 327, con un tasso di crescita trimestrale dello 0,20, tra i più alti a livello nazionale. Per pesarne il valore, è bene valutare come l’Italia, da gennaio e marzo, abbia registrato un tasso pari a -0,12, a fronte di un -0,24 per il Fvg e di un -0,16 per il Nordest. Analizzando le singole provincie, nel primo trimestre quella di Udine ha raccolto un saldo negativo di 166 imprese (-0,35) e quella di Gorizia un ulteriore saldo negativo di 36 (-0,36). Quella di Pordenone infine decresce con un tasso di -0,25. Tornando a Trieste, a un segmento temporale più ampio, si rileva come nel 2019, l’anno pre-Covid, avevano aperto 1.024 imprese, mentre ne erano state cancellate 994, per un tasso di +0,19. Lo scorso anno invece avevano aperto 1.032 imprese e ne erano state chiuse 825. L’inizio del 2023, quindi, conferma la capacità di reazione di Trieste dopo lo choc dettato dal Covid. Ad aumentare la base imprenditoriale sono soprattutto l’edilizia e l’immobiliare, nonché i segmenti legati al turismo e alla cura della persona, mentre arretra il commercio al dettaglio.
«I dati – sottolinea il vicesindaco con delega alle Politiche economiche Serena Tonel – sono una chiara evidenza e confermano che Trieste sta vivendo un momento di espansione economica marcata, con grande interesse da parte degli investitori. Si tratta per lo più di attività industriali, tecniche o legate alla ricettività turistica, ma ho la convinzione che la congiuntura positiva si estenderà progressivamente e fisiologicamente al resto del settore terziario». Per Tonel «pure il settore dell’innovazione ha margini di crescita, grazie anche alle politiche di sostegno messe in campo dalla Regione».
Il presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti evidenzia come il trend testimoni «quanto sta avvenendo a Trieste, con i buoni risultati del terziario grazie alle spinta turistica, alle brillanti performance del porto, all’edilizia che continua a tirare forte in virtù di una fruizione dei bonus nettamente superiore al resto della regione, e al comparto degli eventi e degli spettacoli che a sua volta sta garantendo occupazione». Facendo riferimento a una recente analisi sul movimento delle imprese artigiane negli ultimi 10 anni in Fvg, il direttore di Confartigianato Enrico Eva ricorda come Trieste sia «l’unico territorio ad aver retto bene: c’è una vivacità imprenditoriale, con un artigianato, a differenza del resto della regione, prevalentemente a servizio delle famiglie, e non di produzione. E siccome qui, mediamente, gli stipendi sono superiori alla media nazionale, l’artigianato è in salute e c’è spazio di crescita». Tra l’altro Eva riferisce di «una cresciuta attenzione dei triestini per la cura della casa dopo la pandemia, con gli artigiani chiamati a interventi per rendere le abitazioni più funzionali, con un’attenzione all’estetica». Infine, ricordando come Trieste vanti il record nazionale per rapporto tra saloni di acconciature e residenti, Eva spiega che «il settore continua ad attrarre nuovi imprenditori, anche stranieri»