Il No degli atenei di Trieste e Udine al Fvg Pride: «Associato a un documento politico»
TRIESTE «Non patrociniamo il Fvg Pride perché alla richiesta è stato associato un documento politico contro maggioranze democraticamente elette». I rettori delle università di Udine e Trieste, Roberto Pinton e Roberto Di Lenarda, motivano così la presa di distanza dalla manifestazione in programma a Pordenone, il prossimo 10 giugno. Come i Comuni di Pordenone e Gorizia, anche gli atenei regionali hanno negato il patrocinio pur assicurando «piena e completa solidarietà a sostegno e nel rispetto delle esigenze per evitare qualsiasi tipo di discriminazione».
A un mese dall’evento scoppia così la polemica. Da un lato gli organizzatori del Fvg Pride accusano i rettori di essersi smarcati dal consenso garantito in passato, dall’altro i rettori ripetono che le università proprio perché sono «istituzioni pubbliche pluraliste» non possono sostenere posizioni politiche a favore dell’una o dell’altra parte.
«Da anni diffondiamo la consapevolezza del gender gap esistente e promuoviamo azioni per superare le disparità, siamo stati i primi ad attivare la carriera alias e negli ultimi anni abbiamo dato il patrocinio al Fvg Pride su basi di condivisione e principi di rivendicazione contro le discriminazioni» spiega il rettore dell’ateneo friulano, Roberto Pinton, non senza far notare che nella richiesta di patrocinio gli organizzatori sono andati oltre allegando «un manifesto contro le maggioranze politiche democraticamente elette». Da qui la decisione di negare il sostegno: «È giusto che l’università, ente pluralista, continui a svolgere il proprio ruolo libera da ideologie, seguendo i principi dell’identità. Tutto questo – avverte Pinton – non ci fa fare marcia indietro su quello che continueremo a garantire perché l’università di Udine e l’inclusione sono una cosa sola».
Dello stesso avviso è il rettore dell’ateneo triestino: «Come abbiamo abbondantemente spiegato agli organizzatori – afferma Di Lenarda – c’è piena solidarietà e sostegno rispetto all’esigenza di evitare qualsiasi forma di discriminazione, ma la richiesta è stata associata a un documento politico non coerente con l’obiettivo dell’università».
Prima di confermare il diniego, Di Lenarda e Pinton si sono confrontati e hanno assunto una posizione unanime.
Gli organizzatori, però, non ci stanno e, in una nota, ricordano all’università di Udine che nel 2017 aveva sostenuto un manifesto nel quale si denunciava come alcune amministrazioni ostacolassero i traguardi raggiunti dalla comunità Lgbt; mentre all’ateneo triestino fanno notare che per la prima volta da quando esiste il Fvg Pride, esso nega il patrocinio.
«Che cosa è cambiato?», si chiedono dunque gli stessi organizzatori, dandosi di seguito anche la risposta: «È cambiata la situazione politica». —