Verrès, l’addio commosso a Zucco la talentuosa artista del legno
VERRES. Tutta Verrès piange la prematura scomparsa, a soli 50 anni, di Alessandra Zucco, talentuosa artista del legno e da anni ispettrice della polizia locale nel paese della Bassa Valle. Un volto famigliare il suo, un sorriso entrato nel cuore di tanti. Ai funerali celebrati ieri mattina, giovedì, nella Collegiata di Saint-Gilles, una folla commossa si è stretta attorno ai famigliari: la mamma Tina, il papà Carlo, la sorella Serena, la figlia Alice, la sua ragione di vita, l’adorato nipote Matteo.
Per tutti una perdita lacerante, dopo due anni difficili segnati dalla lotta contro il cancro. Poi la ripresa, il ritorno al lavoro con la stessa caparbietà di sempre, sino a due mesi fa, quando è arrivato un nuovo ricovero. Ora questo triste epilogo.
Di Alessandra Zucco resterà il ricordo di una donna forte, affabile, volenterosa. E di lei resteranno le tante opere pluripremiate nei concorsi e nelle principali fiere del legno. Le sue sculture dalle forme essenziali erano poetiche, delicate e dicevano molto di lei.
Il suo debutto risale al 2009 alla Foire de Saint-Ours di Aosta, tempio dell’artigianato di tradizione della Valle d’Aosta. Una tradizione che lei aveva saputo fare sua. Le sue origini erano piemontesi: era nata il 9 maggio del 1972 a Chivasso da Carlo Zucco, piemontese di Alba, classe 1947, e da Tina Barbieri, del 1952, di origine calabrese. Poi il trasferimento a Verrès dove il padre, dopo alcune esperienze all’estero, era venuto a lavorare come manutentore assemblatore degli impianti di produzione di gas industriale della Rivoira, nel 1981.
Alessandra Zucco ha frequentato a Verrès le scuole elementari e le scuole medie. Poi gli anni al liceo scientifico di Pont-Saint-Martin e all’Università a Torino, dove si è laureata in Lettere e Filosofia. Accanto alla sua passione per il lavoro, nel 2005 l’avvicinamento al mondo della scultura con un corso tenuto dal maestro artigiano Franco Pinet, di Issogne. Con tenacia ha imparato e costruito un suo stile, riconoscibile, unico.
Tra i temi ricorrenti, gli animali, le figure femminili, le illustrazioni dei libri per bambini. Creazioni che amava realizzare in acero o in tiglio, pezzi di legno che tra le sue mani diventavano oggetti d’arte. L’ultima opera postata sulla sua pagina Instagram ritrae due donne in legno chiaro: lei da piccola, mano nella mano con la sua indimenticata nonna Maria Teresa. E queste parole: «Dalle passeggiate con la nonna si tornava sempre con dei tesori: lumache nei giorni di pioggia, pannocchie nei giorni di sole o semplici profumati fiori».
Guardando quella scultura oggi, a distanza di tempo, pare di rivedere Alessandra, questa volta adulta, con accanto la figlia Alice che ora avrà due guide speciali tra le stelle.