Individuati gli acquirenti del pusher Oualid Khlifi, ucciso a coltellate a Brusegana
Gli investigatori della Squadra Mobile, diretta dal vicequestore aggiunto Carlo Pagano, hanno ricostruito per filo e per segno gli attimi precedenti alla morte di Oualid Khlifi, 39enne tunisino, ucciso a coltellate e il cui cadavere è stato trovato domenica mattina, verso mezzogiorno, lungo l’argine Buschetto, a Brusegana. I poliziotti sono risaliti alle ultime ore di vita dello straniero, la cui morte pare ormai certo essere legata allo spaccio di droga, cocaina nello specifico. Dopo aver trascorso la serata in un bar di Brusegana di proprietà di cinesi, dove il 39enne andava regolarmente, sarebbe stato accompagnato lungo l’argine da una persona che se ne sarebbe andata prima che venisse compiuto l’omicidio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti avvenuto verso l’una di notte. Gli uomini della Mobile hanno individuato anche gli acquirenti di Khlifi, un paio di persone che avevano appuntamento con lui per comprare la droga. Sia la persona che accompagnato lungo l’argine lo straniero che i due acquirenti, tutti italiani, sono stati interrogati. Al momento non è stato disposto alcun provvedimento di fermo, ma le indagini pare siano a buon punto. L’autore dell’efferato omicidio potrebbe avere le ore contate.
Oualid Khlifi era noto alle forze dell’ordine soprattutto per motivi di spaccio ma aveva precedenti anche per reati contro la persona. In Italia era regolare. Qualche anno fa si era sposato con una donna italiana, che poi si è però trasferita in un’altra città. Non aveva figli, nella sua vita aveva utilizzato diversi alias (identità fasulle) e attualmente non aveva neppure una dimora fissa in città. Quello che è certo è che bazzicava molto nella zona di Brusegana, dove frequentava il bar gestito da cinesi.
A reclamare la scomparsa alla polizia è stato il fratello della vittima, che vive in un’altra provincia del nord Italia.
L’omicidio
Erano le 12 circa di domenica quando un passante ha chiamato la polizia dopo aver visto nel fiume, impigliato tra i rovi, il cadavere di un uomo. Si trattava appunto di Oualid Khlifi, 39 anni, tunisino. Sul corpo i segni dei fendenti, sul torace, al collo e alla schiena.
Dall’autopsia, eseguita mercoledì dal dottor Alberto Furlanetto su incarico del pubblico ministero padovano Sergio Dini che coordina l’inchiesta, è emerso che lo straniero sarebbe stato massacrato da oltre una ventina di coltellate. Quelle al torace sono state mortali.
Non un omicidio “casuale”, nato al culmine di una lite. Chi ha aggredito il nordafricano, era deciso ad assassinarlo. C’è da capire se le lesioni siano state inferte da un unico coltello o da più lame, e cioè se il 39enne sia stato aggredito e ucciso da una o più persone. E anche se sia stato colpito prima alla schiena, e quindi in un agguato alle spalle, oppure al collo e al torace, ipotesi questa che farebbe pensare a una fuga disperata prima della morte.
Quello che è certo è che il nordafricano è stato ucciso dalle coltellate e non è morto per annegamento. Nei polmoni non è stata trovata acqua. L’assassino o gli assassini devono averlo gettato nel Bacchiglione con l’obbiettivo di disfarsi del cadavere.
Le indagini
Nel frattempo gli investigatori stanno analizzando il cellulare trovato vicino a lui e in particolare i contatti che l’uomo avrebbe avuto nelle ultime ore di vita.
La possibilità che il tunisino sia stato aggredito a scopo di rapina è stata esclusa. In tasca al momento del recupero del corpo gli sono stati trovati 150 euro. Molto più probabile che si sia trattato invece di un regolamento di conti tra spacciatori o magari della vendetta di un fornitore per una partita di droga non pagata.
I residenti della zona, quelli che spesso si trovano a passeggiare lungo l’argine, raccontano della presenza di uno spacciatore in particolare che batteva sempre il lungargine. Un nordafricano sui 40 anni che arrivava con la sua bicicletta grigia, faceva un paio di telefonate e subito dopo veniva raggiunto da acquirenti, rigorosamente italiani. Non è chiaro se la vittima dell’omicidio sia lui o meno. La polizia al momento non avrebbe trovato alcuna bicicletta.