Enologi a confronto sul futuro del vino tra biodiversità e i guai del clima
Canneto Pavese. Agronomi, enologi e tecnici tra i filari a studiare le migliore tecniche di gestione della vite per migliorare sempre di più la qualità dei prodotti e affrontare i cambiamenti climatici, in particolare la siccità, che sta preoccupando parecchio anche il mondo del vino oltrepadano. Dopo lo svolgimento dei primi sei dei dodici seminari teorici, il progetto Biodivigna, promosso dal Distretto del vino, entra nel vivo con la prima attività in campo, alla quale sono già iscritti una cinquantina di tecnici. Oltre 500 persone, iscritte da tutta Italia, invece, hanno seguito, in presenza e online, gli incontri svolti in aula.
Il prossimo 15 marzo, alla Tenuta Mazzolino di Corvino San Quirico (iscrizioni sul sito www.distrettovinooltrepo.com/biodivigna, dove è disponibile anche il materiale dei seminari precedenti), si metterà mano direttamente al vigneto per comprendere come applicare le indicazioni acquisite durante gli incontri: durante il seminario pratico, dal titolo “Rilievi Biopass sulla qualità funzionale dei suoli”, sarà spiegato come valorizzare la sostanza organica e la biodiversità a favore della qualità del prodotto che si vuole ottenere: saranno presenti Leonardo Valenti, docente dell’università Statale di Milano e Marco Tonni, consulente in aziende del settore vitivinicolo per la gestione agronomica e fitosanitaria di vigneti.
I tecnici potranno vedere dal vivo l’applicazione di un protocollo multidisciplinare che affianca varie competenze ed esperienze, al fine di descrivere al meglio le caratteristiche dei suoli: la loro qualità, la loro efficienza funzionale, la ricchezza di forme di vita, l’ospitalità verso le radici. Questi rilievi, infatti, permettono di comprendere l’impatto delle attività umane sul suolo e di monitorare sia le criticità che occorrono durante la coltivazione, sia i benefici che intervengono quando le aziende intraprendono percorsi virtuosi. La dimostrazione terminerà con una degustazione di vini del territorio.
L’attesa
«Ci auguriamo una partecipazione numerosa e lo stesso apprezzamento che abbiamo ottenuto con i seminari in presenza e on line: c’è tanto interesse intorno ai temi di Biodivigna, e dai riscontri che abbiamo ottenuto, sappiamo quanto il coinvolgimento di agronomi, enologi, tecnici dimostri la volontà di agire con forza a tutela e conservazione del patrimonio viticolo e dell’economia, che da esso deriva» commenta il presidente del Distretto, Fabiano Giorgi.
Intanto, anche il Club del Buttafuoco storico di Canneto Pavese si sta interrogando su come fronteggiare la siccità che rischia di avere ripercussioni negative sulla produzione del vino rosso da invecchiamento bandiera del territorio oltrepadano. «Siamo di fronte ad una situazione mai vist a – afferma il direttore del Club, Armando Colombi -. Per questo dobbiamo mettere a punto, con le università e gli agronomi nuovi sistemi nel lavoro in campagna, che possano trattenere più acqua e ridurne la dispersione, anche perché noi non abbiamo un lago vicino da cui possiamo pescare l’acqua e irrigare, noi siamo in collina e l’unica acqua è quella in profondità; perciò, vanno trovati sistemi per preservare l’acqua. Va anche immaginato un differente sistema di trattamento e potatura e, per quello che riguarda il terreno, vanno pensate lavorazioni e pacciamature differenti, ossia qualcosa che trattenga dato che l’acqua evapora quando c’è molto caldo. Tutti questi sistemi comportano una serie di accortezze tecniche abbastanza complesse che vanno approfondite con esperti e professori universitari». —
Oliviero Maggi