Sciroppi e pastiglie, nelle farmacie mancano decine di medicinali
UDINE. Nelle farmacie continuano a mancare medicinali. Nonostante nelle ultime settimane la situazione sia migliorata, sono ancora introvabili diversi antiinfiammatori, tra cui il Nurofen per i bambini, antiepilettici come il salvavita Depakin o l’anti acido Riopan assunto da chi soffre di gastrite.
«Ci sono farmaci importanti che continuano ad arrivare con il contagocce e non si capisce perché» conferma il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Udine, Gabriele Beltrame, invitando i cittadini a non acquistare medicinali quando non è necessario e soprattutto a non fare scorta quando arrivano quelli di difficile reperimento.
«In coincidenza con gli eventi bellici, la catena logistica si è alterata: mancano materie prime e i principi attivi non vengono più prodotti in Italia» aggiunge il segretario regionale di Federfarma, Luca Degrassi, nel confermare che, in alcuni casi, le farmacie, d’intesa con le aziende farmaceutiche, devono attivare il cosiddetto percorso di urgenza. Negli altri casi i farmacisti riescono a tamponare le carenze avviando le produzioni galeniche.
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La situazione
La lista dei farmaci temporaneamente carenti compilata dall’Agenzia italiana del farmaco è lunga, molti medicinali non vengono più prodotti.
«Ai fini numerici la cessata commercializzazione non è significativa» fa notare Degrassi, nel soffermarsi invece sulle carenze di cui non si può fare a meno. Degrassi cita il caso dell’antiepilettico a uso pediatrico: «I pazienti epilettici sono persone che non possono fare a meno dei farmaci e quando sono carenti siamo in grave difficoltà. Queste sono carenze molto delicate».
Il segretario regionale di Federfarma ci tiene, però, a rassicurare i cittadini, «le farmacie – ripete – stanno facendo il possibile per ridurre i disagi». Finora sono corse ai ripari o «sostituendo i farmaci generici con i principi attivi, concordando con i medici di medicina generali altri percorsi terapeutici con la stessa efficacia, oppure avviando la richiesta urgente e la prescrizione medica alle aziende farmacologiche».
Proprio perché quest’ultima opzione viene adottata soprattutto per i farmaci salvavita, Degrassi raccomanda ai pazienti di programmarsi per tempo: «Soprattutto se si tratta di farmaci che non possono essere interrotti cercate di non arrivare all’ultimo momento».
Inutile dire che, trovandosi in questa situazione, continuano a monitorare e a scorrere la lista dei farmaci carenti. «L’Aifa – sottolinea sempre Degrassi raccoglie e diffonde le informazioni proprio per evitare possibili urgenze».
I consigli
«È importante seguire i consigli del farmacista» sostiene anche Beltrame, un farmacista che per passione, prima che per dovere, si dedica alle produzioni galeniche.
«Quando arrivano i farmaci mancanti cercate di non fare accumulo perché, in quel modo, rischiate di aggravare la situazione». Con queste parole Beltrame si rivolge alle persone che ogni giorno si sentono rispondere «il farmaco non è arrivato» oppure «ci vorrà del tempo per averlo».
Sono mesi che i farmacisti monitorano la situazione rifiutandosi, alle volte, di consegnare più di una confezione a chi ne richiede diverse se la domanda non è supportata da una prescrizione medica.
«Non siamo qui solo per vendere, ma anche per fare educazione sanitaria» afferma Beltrame soffermandosi sulle cause che da mesi rallentano le consegne dei farmaci.
«In Europa la produzione dei principi attivi è venuta meno, il 70 per cento viene prodotta in Cina e il restante 30 per cento in India. Senza contare la mancanza di materie prime come l’alluminio necessario per realizzare i blister».
La carenza di materie prime è emersa in tutta la sua gravità dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. «A tutto ciò – continua il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Udine – va aggiunto l’aumento delle spese di energia e dei combustibili che hanno contribuito a ridurre le consegne.
Se prima – insiste Beltrame – i medicinali venivano consegnati con frequenza ora gli arrivi si sono rarefatti». Anche Beltrame assicura che le farmacie fanno il possibile per sopperire alle carenze. Lo fanno «preparando in forma galenica, autonomamente, i farmaci fisiologicamente mancanti».
Ogni farmacia è dotata di laboratorio galenico, «è obbligata ad averlo» fa notare Beltrame ricordando che da sempre i dosaggi pediatrici e quelli per le patologie rare vengono preparati dai farmacisti.