Boato raddoppia lo stabilimento a Monfalcone: 25 nuovi posti di lavoro
MONFALCONE La Boato international spa è padrona del mercato nel segmento della progettazione e ingegnerizzazione, realizzazione e fornitura di impianti chiavi in mano per la produzione di materiali impermeabilizzanti bituminosi. Ha già una “casa”, al civico 7 di via Chico Mendes, Monfalcone. Ma adesso se ne farà un’altra, quattro volte più grande, a 733 metri di distanza. E, logisticamente, a Staranzano: nella condivisa zona industriale Schiavetti Brancolo. Ieri alle 11.30 in viale San Marco, davanti al notaio Furio Gelletti, è avvenuta la firma del rogito con il Consorzio dello sviluppo economico della Venezia Giulia presieduto da Fabrizio Renato Russo, per l’acquisizione di un nuovo terreno di 30 mila metri quadrati, vicino alla Conit.
L’allargamento
Lì l’azienda della famiglia Vacchi – che da 76 anni si dedica, installazione compresa, agli impianti per la produzione di membrane bituminose – intende allestire una nuova sede commerciale e operativa, andando alla dismissione dell’attuale, che sarà posta in vendita. L’allargamento garantirà altra occupazione sul territorio per un totale di 20-25 nuovi posti di lavoro. A costruzione realizzata (ci vorranno un anno e otto mesi, dall’avvenuto rilascio dei permessi costruttivi), la società si rende disponibile a «indire un recruiting day per assorbire giovani lavoratori», facendo anche i necessari corsi di formazione.
Un capannone nuovo di zecca, dunque, destinato ad ampliare l’attività per un investimento di quasi 17 milioni di euro, più le attrezzature.
Del resto, lo scorso autunno, il presidente del cda, Bernardo Vacchi, noto imprenditore bolognese, aveva manifestato la volontà di sbarcare in Borsa entro un quinquennio, forse prima. «C’è l’intenzione, di qui a 12 mesi, di acquisire in verticale e orizzontale aziende da fondere per creare un gruppo dal fatturato complessivo di 60-80 milioni di euro», annuncia il presidente di Boato international spa. Duecentocinquanta clienti stabili in portafoglio, l’azienda è radicata nel settore meccanico dal 1947, anno della fondazione del primo impianto di produzione della carta catramata, per mano di Giambattista Boato. Attualmente la società esporta la sua attrezzatura in Europa, Medio Oriente, Stati Uniti e Sud America e conta su un fatturato di 13 milioni di euro.
Con l’espansione-trasloco in zona Schiavetti la società estenderà anche le attuali linee di produzione, che superano i 60 metri, arrivando a 75-80 metri. Con l’operazione, inoltre, l’organico passerà da 56 a un’ottantina di dipendenti, occupati nella fabbricazione di impianti al 100% made in Italy e la cui realizzazione oggi coinvolge pure diverse aziende del Monfalconese, creando così un indotto.
Il nuovo quartier generale
Il nuovo quartier generale, assicura il presidente Vacchi, che confida «nell’aiuto dell’amministrazione di Staranzano per l’ottenimento dei permessi» in tempi congrui, si staglierà seguendo linee di design e sostenibilità, con due megawatt di fotovoltaico (il surplus, rispetto al fabbisogno energetico, potrà «essere venduto ad altre aziende che si insedieranno nella zona»). Spiega sempre l’imprenditore Vacchi: «Sarà una sede più bella rispetto all’attuale, con 15 mila metri coperti. Per la realizzazione ci vorranno un anno e 8 mesi, stando al progetto e naturalmente il meteo riveste un suo ruolo nel cantiere. C’è attaccamento al territorio e si spera di poter procedere il più speditamente possibile». Nelle ambizioni di Boato ci sarebbe altresì l’acquisizione di un’area per creare un parco fotovoltaico, ma dipenderà dalla reperibilità di un sito e relativi costi. «Non facciamo né polveri né emissioni», ci tiene a precisare con orgoglio il presidente Bernardo Vacchi.
Sostenibilità e riciclo
Boato international spa si definisce sul portale web «attenta all’ambiente e attiva nel sostegno a progetti locali di inclusione sociale, in campo educativo e sportivo». Sul fronte della sostenibiltà promuove il riuso e il riciclo, abbattendo gli sprechi e riducendo l’impronta ecologica incoraggiando e attuando progetti concreti, per esempio l’integrazione dei prodotti con soluzioni green, come rigenerazione elettrica, termoregolazione e abbattimento fumi e polveri, nell’intento di ridurre gli scarti di produzione e le emissioni di CO2. Boato international è global forestry partner a vita dopo l’adesione al Print releaf exchange reforesting project 2014.