A Mestre primo medico di base bengalese
«Per fare il medico di medicina generale bisogna avere la vocazione, ma questo è sempre stato il mio obiettivo e il mio sogno: poter lavorare a servizio della mia comunità e nella mia città». Che dal 2003, da quando cioè è arrivato dalla città di Faridpur in Bangladesh, è Mestre.
Il dottor Rasel Miah, classe 1991, si è laureato in medicina nel marzo 2019 con una tesi in gastroenterologia sul dosaggio degli anticorpi nelle infiammazioni croniche – allora fu il primo bengalese della provincia della provincia di Venezia e quarto in Italia –. Quattro anni dopo, il primo aprile, prenderà servizio come medico di medicina generale nel distretto 2 di Mestre centro e precisamente nella medicina di gruppo di viale San Marco, al civico 184.
Andrà a sostituire il dottor Diego Turchetto, uno dei tanti che va in pensione nel nostro territorio, curerà gli “anziani” del quartiere e si farà carico di mille pazienti. E sarà così il primo medico di base bengalese della storia della città. E, per la verità, anche del circondario. Un vanto per la sua comunità. Al Bo, a marzo 2019 c’erano tutti i suoi parenti in festa e i compagni di università per festeggiarlo, lo avevano vestito da Aladino, munito di tappeto e gli avevano fatto ballare la danza del ventre per la strada. Lui, quella volta, la lampada l’aveva sfegata per bene. E gli ha portato fortuna. Il resto l’ha fatto la sua passione e il grande impegno che ci ha messo. Nel mezzo c’è stata la pandemia, il mondo è cambiato e una parte della popolazione riscontra sempre più difficoltà a rapportarsi con i medici di base, oramai sempre meno.
Ecco perché il dottor Rasel, è cifra di una società che cambia e della speranza che rinasce. «Appena laureato ho fatto il tirocinio al distretto sanitario di via Cappuccina, e mi era piaciuto tantissimo» racconta. Nel 2020, però, è arrivato il Covid, per molti un tunnel senza luce, ma lui l’ha preso come un’opportunità. «Durante la pandemia» prosegue «mi sono fermato, per così dire, e mi sono messo a lavorare per il Dipartimento di igiene e sanità pubblica di Mestre». Una volta terminata l’emergenza si è iscritto al corso triennale di formazione per medici di medicina generale della Regione e a novembre si è presentato al concorso di Azienda Zero riservato agli ambiti carenti di assistenza primaria e agli incarichi di emergenza sanitaria, e l’ha vinto. Aveva scelto anche la zona, quella dove risiede, in centro in città. E adesso l’Usl 3 Serenissima gli ha assegnato il suo primo incarico da professionista.
«Ho parlato con l’azienda sanitaria, mi avevano dato varie scelte» spiega il medico «io ho scelto la Medicina di gruppo di viale San Marco, perché conosco i colleghi. Avevo fatto una sostituzione di un mese e mezzo, e ho dei buonissimi rapporti con tutti loro».
Nel frattempo continua il corso della Regione, in maggio passerà al secondo anno, per poi prendere la specializzazione al termine del terzo. Contento? «Certo. Era il mio sogno e il obiettivo, quello di lavorare a servizio della mia città e curare le persone. Ho svolto il tirocinio in via Cappuccina, mi piace lavorare con i pazienti, seguirli nel tempo, mantenerli in salute è un compito importante e gratificante al contempo, con le persone sto bene e per questo ritengo sia la strada giusta».
Rasel non ha ancora la cittadinanza, perché in Bangladesh non è più tornato e servivano delle carte. Adesso che i suoi genitori lo hanno aiutato nelle pratiche, ha preso appuntamento, e presto sarà a tutti gli effetti cittadino italiano. Essendo al primo incarico, può avere fino a mille pazienti, che diventeranno 1.200 l’anno prossimo.