A Trieste il prezzo della pallina di gelato sale a 1,90 euro: colpa di materie prime e imballaggi alle stelle
TRIESTE Il costo della pallina di gelato a Trieste sfiora i due euro. Alla riapertura di molte attività dopo la pausa invernale è arrivato il ritocco. Colpa, spiegano i gestori, dell’impennata dei prezzi di vari prodotti, quasi ovunque raddoppiati, diverse materie prime ma anche imballaggi. Finora solo qualche malumore tra i triestini, che hanno comunque affollato i locali, dove i titolari cercano di contrastare i rincari con nuovi gusti con cui scatenano la fantasia.
Nel centro cittadino, al pari del 2022, i titolari si sono accordati: su di 20 centesimi. Lo scorso anno una pallina era venduta a 1,70. «Ci siamo allineati passando, insieme, a 1,90, mentre il gelato è a 23 euro al chilo» spiega Marco De Martin, titolare di Gelato Marco, «una decisione che riguarda quasi tutte le gelaterie del centro, come Zampolli o Gangemi, oltre a quelle di viale XX settembre e ad altre un po’ fuori, come Pipolo a Barcola e Arnoldo in viale D’Annunzio. Hanno deciso di aumentare a 1,80 invece Nicola e Arnoldo in viale Miramare».
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I rincari sulle materie prime
«Abbiamo convenuto tutti che i rincari subiti sono enormi, le materie prime alle stelle, oltre il 50% in più, e per alcuni prodotti in particolare, come lo zucchero e i coni, i prezzi sono esorbitanti. Raddoppiato anche il packaging, i cucchiaini o i bicchieri». E De Martin sottolinea che «non si tratta di speculazione, ma tutto è salito in modo assurdo. Per fortuna i clienti l’hanno capito, e sono i primi ad avermi raccontato che pure al supermercato, ad esempio, la spesa è più salata. Finora le persone sono venute comunque, e lo scorso weekend soprattutto abbiamo lavorato benissimo».
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Dal primo marzo pallina a 1,90 anche da Pipolo a Barcola: «Nessuna protesta, la gente sa benissimo quello che sta succedendo, perché vede le bollette o gli altri acquisti che fa quotidianamente. Forse qui l’aumento si nota di più solo perché viene fatto una volta all’anno, come accade spesso anche per la tazzina di caffè, rispetto ad altri settori che hanno già rincarato in diversi momenti – commenta Gianadrea Pipolo –. Farlo comunque, per tutti noi, era davvero inevitabile, l’impennata dei costi è incredibile».
In viale D’Annunzio, la “botta” sul conto pesa soprattutto «per zucchero e latte – riferisce Tiziana Arnoldo –: quello che noi utilizziamo di più. I clienti al momento non dicono nulla, d’altra parte ogni alimento nell’ultimo anno è aumentato, era normale che dovesse succedere pure per il gelato. Aggiungiamo poi anche i notevoli rincari di cialde e altri dettagli. Alla fine tutto si somma».
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Via via continuo anche da Gangemi, a pochi passi da piazza Unità. Stesso prezzo. I triestini, come anticipato, sono tornati comunque nei vari locali, anche per l’offerta sempre più ampia di gusti e curiosità, da “gnocco de susin” al “brownies al mascarpone”, solo per citarne alcuni. Ieri, Giornata internazionale della donna, c’è chi ha pensato anche a una proposta ad hoc per l’occasione.
In controtendenza
Tra chi invece ha deciso di passare da 1,70 a 1,80 euro per quanto riguarda il costo della pallina, ci sono le gelaterie Nicola. Ieri, all’interno del locale di via Trento, si è registrato un afflusso costante di clienti, tra questi anche molti ragazzi. Sul fronte della selezione dei gusti in vendita sono in arrivo, spiegano i responsabili della gelateria, tante novità nelle prossime settimane.
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