Il Fai mantovano conferma alla guida Catelani: «Raccogliamo i frutti del lavoro»
In attesa delle Giornate Fai di Primavera, in calendario per il 25 e il 26 in tutt’Italia, la delegazione rinnova i propri vertici confermando il presidente Alessandro Catelani e tutto il direttivo, introducendo nuovi componenti. «È il mio secondo mandato e stiamo in carica per tre anni – spiega Catelani - Ho avuto sei mesi di proroga per allineare quella di Mantova alle altre delegazioni». Il Fai svolge a livello nazionale azioni di valorizzazione e conservazione di luoghi e di beni culturali. «Nel mandato precedente abbiamo cercato di uscire dall’isolamento locale e di tessere una rete di relazioni con gli altri soggetti, istituzioni, fondazioni e associazioni culturali del territorio per promuovere eccellenze tesori nascosti di Mantova e provincia - continua il capo delegazione - Ora stiamo raccogliendo sempre più frutti».
La delegazione è composta da Alessandra Moreschi, vice capo delegazione e delegato Scuola; Marco Bottoni, delegato comunicazione; Manlio Nespoli, delegato al coordinamento volontari; Enrico Sartorelli e Mattia Salardi, entrambi nuovi con delega alla cultura. Francesco Tambara e Paolo Patria sono poi le altre new entry rispettivamente con il compito della raccolta fondi e dell’organizzazione degli eventi.
Tutti confermati i precedenti delegati: al Punto Fai Arianna Sartori, all’ambiente Sara Gilioli, gli onorari Anna Maria Petrobelli, Isabella Bianchi Bertoli e Anna Zanotti Mori. A questi si aggiungono infine il capogruppo di Castiglione delle Stiviere Paola Mor e dei giovani Chiara Bacchi.
«Per noi un’altra importate missione è quella con il mondo della scuola - conclude Catelani - Come ci chiede la direzione nazionale del Fai è fondamentale la formazione delle nuove generazioni. In questi anni, grazie alla collaborazione con i licei Belfiore e Virgilio di Mantova e ora anche con il Manzoni di Suzzara, abbiamo avuto delle belle soddisfazioni. I ragazzi, al termine del servizio, ci hanno ringraziato per aver imparato a vedere con uno sguardo nuovo i monumenti che da sempre avevano sotto agli occhi».PAOLA CORTESE