Il trapper Jordan Tinti sarà processato anche per il reato di revenge porn
PORDENONE. Un video intimo, anzi di più: un contenuto esplicitamente sessuale che sarebbe dovuto restare privato. E invece è finito su Instagram come il filmato che lo riprendeva mentre orinava sugli atti ricevuti dalla questura di Pordenone e per il quale aveva ricevuto un foglio di via dalla città.
Nuovi guai per il trapper Jordan Tinti, guai che questa volta prendono il nome di revenge porn. Un reato relativamente recente nell’ordinamento italiano, ma che rischia di costare caro a chi se ne macchia: si rischiano da uno a sei anni di reclusione.
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Tinti, nato a Monza 25 anni fa, è conosciuto nell’ambiente musicale come Jordan Jeffrey Baby: è a processo con l’accusa di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e di deturpamento e imbrattamento della toilette di un treno.
Due contestazioni che nascono dalla sua permanenza a Pordenone, per pochi giorni, a gennaio di due anni fa. In quell’occasione era stato raggiunto da un foglio di via dalla città.
Ma ora dovrà affrontare un processo penale, iniziato venerdì 30 settembre di fronte al giudice Francesca Ballore: sempre a Pordenone, infatti, avrebbe diffuso un video privato in cui è riconoscibile la donna con la quale era stato in intimità.
Accuse che verranno vagliate in aula, dove Tinti è difeso d’ufficio dall’avvocato Alessia Crapis.