Buco da oltre 400 mila euro: responsabile finanziario assolto
In quei mesi, nel piccolo comune di Dogna, non si parlava d’altro. C’erano i bilanci dell’amministrazione comunale in rosso, con un buco calcolato in oltre 400 mila euro, e c’era lo scandalo del dipendente infedele.
E cioè dell’allora responsabile dei servizi finanziari, nel quale tanto la Corte dei conti del Fvg quanto la Procura di Udine avevano ritenuto di indicare il presunto responsabile.
Ora, a distanza di nove anni dall’avvio delle indagini, sappiamo che non era così: Gianpaolo Peruzzi, oggi 67 anni in pensione, residente a Tavagnacco e domiciliato a Moggio Udinese, è uscito da entrambe le inchieste, contabile e penale, a testa alta.
La prima si è chiusa l’anno scorso, in appello a Roma, e l’altra ieri, davanti al gup del tribunale di Udine, Emanuele Lazzàro, che lo ha assolto dall’ipotesi di peculato “perché il fatto non sussiste” (seppure con la formula del dubbio, dati anche i pezzi di documentazione smarrita nel corso dei traslochi del Comune).
Proprio come aveva concluso lo stesso pm Luca Olivotto, al termine della discussione del processo celebrato con rito abbreviato, e come ovviamente chiesto dal difensore, avvocato Daniele Liani.
Comparso in aula davanti al giudice per rendere spontanee dichiarazioni, è stato proprio Peruzzi a fornire al giudice gli elementi difensivi volti a demolire una per una le contestazioni che gli erano state mosse per il periodo di servizio compreso tra il 2005 e il 2013.
Quando, secondo la ricostruzione proposta dalla Guardia di finanza – cui il caso fu sottoposto dopo che l’allora sindaco Gianfranco Sonego riferì di essersi accorto dell’ammanco mentre, a inizio 2013, lavorava alla predisposizione del bilancio –, avrebbe effettuato prelevamenti in contanti erogati dalla tesoreria del Comune a titolo di rimborsi per spese asseritamente sostenute per complessivi 155.771 euro.
«Tutti i mandati di pagamento, obbligatoriamente, riportano gli estremi del titolo che ha disposto l’emissione – ha spiegato Peruzzi –. Senza tale indicazione e senza la firma del funzionario che emette, la tesoreria non dispone liquidazioni.
Nelle date prese in esame, peraltro, ci sono state più di 30 verifiche trimestrali di cassa e contabili: svolte da due diversi revisori, sono state tutte protocollate e consegnate a sindaco e giunta. E da nessuna è emerso qualcosa di anomalo o illegittimo».
Nel rispedire al mittente, ossia all’ex primo cittadino, l’ulteriore accusa di non avere restituito il fondo economato 2013, Peruzzi ha parlato di falsità, balenando possibili strascichi giudiziari tesi a fare luce su quel che realmente accadde.
«Purtroppo – il suo commento dopo la lettura del dispositivo –, nessuna sentenza potrà restituirmi quanto, con tanta violenza e cattiveria, gli ex componenti della giunta comunale mi hanno strappato e distrutto, provocandomi grossi problemi fisici e psichici che sto a fatica curando».