Lombardia, Fontana: “Stasera incontro Moratti. Deve chiarire, se intende partecipare a un’altra avventura non può essere mia vice”
Un incontro ai piani alti del Pirellone tra il numero uno e la numero due della regione Lombardia. E’ con un faccia a faccia con la sua vice Letizia Moratti che il governatore Attilio Fontana vuole chiarire lo scontro che si è aperto ieri sera. Un fronte aperto proprio dalle dichiarazioni dell’ex ministra dell’Istruzione, che ieri aveva annunciato di essere in campo per le regionali del marzo del 2023. E questo nonotante fosse nota la ricandidatura di Fontana. Intervistata da Marco Damilano su Rai3, Moratti ha sostenuto che da parte del governatore era stato preso un impegno per “un passaggio di testimone a fine legislatura”.
Ieri, in serata, Fontana aveva smentito nettamente. Oggi torna sull’argomento spiegando di non aver ancora parlato con la sua vice: “Ci incontreremo finito questo tour, l’ho convocata e ci vedremo nel mio ufficio questa sera”, ha detto il governatore a margine del tour per illustrare le Aree Interne del Verbano-Piambello, nel Varesotto.”Se sarà mia avversaria? Dovrà chiarire questo fatto: non possiamo continuare ad andare avanti con questa strana situazione. Bisogna che si dia una svolta e che si capisca se vuole essere parte della nostra squadra o se invece vuol far parte di un’altra squadra”, ha aggiunto Fontana. Esplicitando ancora quello che è il suo ultimatum: “Se intende partecipare a un’altra avventura diversa dalla nostra, non potrà amministrare al nostro fianco, questo mi pare evidente”. Come dire: o Moratti ritira quanto dichiarato ieri oppure dovrà dimettersi dalla giunta.
Difficile che si possa trovare un accordo, visto che le dichiarazioni dell’ex sindaca di Milano erano state nette. “Sono stata chiamata dal presidente Fontana in un momento difficile e ho accettato per responsabilità e amore per la mia regione, con l’impegno parallelo di un passaggio di testimone a fine legislatura”, ha raccontato l’attuale vicepresidente della Regione su Rai3. Il riferimento è a quando nel gennaio del 2021, in piena seconda ondata di Covid, accettò d’entrare in giunta come vicepresidente e assessore al Welfare. “Ho lavorato e lavoro coerentemente a quell’impegno ma coerentemente a quelle indicazioni ho costruito anche una rete civica. La mia non è un’autocandidatura ma una disponibilità, è diverso”, ha sottolineato Moratti, spiegando di non essersi mossa in autonomia. Anzi, ha aggiunto, c’è stato chi le ha chiesto esplicitamente di muoversi verso la candidatura alle Regionali. A chi si riferisce? “Per riservatezza istituzionale, finché il centrodestra non chiarirà la sua posizione non dirò chi”, si è limitata a dire l’ex ministra dell’Istruzione. Che per questo motivo si dice indisponibile per un incarico ministeriale – si era parlato della Salute – in un futuro governo di Giorgia Meloni. “Sarei onorata ma non accetterei. Penso di poter dare un maggior valore aggiunto qui nella mia regione”, ha detto, aggiungendo di essere in “campo con una rete civica ma coerentemente aspetto una decisione da parte della intera coalizione del centrodestra“. Parole che hanno incendiato la coalizione, con la Lega che ha attaccato la vicepresidente, chiedendone le dimissioni. La stessa cosa che farà stasera Fontana.
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