Fratelli d’Italia alla ricerca di esponenti di peso per le future giunte di Regione e Comuni
TRIESTE Grandi risultati comportano enormi responsabilità. Crescite repentine producono fisiologiche necessità di assestamento interno. Vale, da sempre, per tutti i partiti secondo un teorema che calza perfettamente anche a Fratelli d’Italia.
Essere passati in Friuli Venezia Giulia dal 5% al 31%, infatti, impone una serie di scelte, strategiche e politiche, tipiche di chi è balzato dal vestire i panni del terzo partito di un’alleanza a guidare la coalizione, almeno a livello di numeri. Il primo tema da affrontare è quello, tipico per il nostro Paese, che vede chi vince trovarsi con file di estimatori dell’ultimo minuto pronti a entrare in squadra. «Ma adesso più che alla quantità – spiega il segretario regionale Walter Rizzetto – puntiamo alla qualità. A eccezione di quei nuovi ingressi che, nei fatti, erano stati chiusi prima del voto e che per eleganza e rispetto abbiamo rinviato a dopo le elezioni, le porte non saranno aperte per tutti». Il deputato udinese, in particolare, si riferisce a quella decina di amministratori locali – dal sindaco di Reana del Rojale Emiliano Canciani, passando per un gruppo di consiglieri di Povoletto, tanto per citarne alcuni – il cui passaggio con Fratelli d’Italia verrà ufficializzato a breve, ma che è stato definito da mesi.
Per i volti nuovi, dunque, si valuterà essenzialmente il curriculum. Anche perchè, e pure in questo caso è normale quando la crescita è così veloce, Rizzetto ha bisogno di aumentare a livello quantitativo, oltre che qualitativo, la propria classe dirigente. Nel caso di successo del centrodestra alle Regionali e di risultato di Fratelli d’Italia sopra il 20%, ad esempio, il partito potrà lecitamente chiedere a Massimiliano Fedriga un pacchetto di almeno tre-quattro posti in giunta. Quasi certo Fabio Scoccimarro per la provincia di Trieste, e considerato come Pordenone conti già due parlamentari (Luca Ciriani ed Emanuele Loperfido), è facile ritenere che il grosso degli assessori arriverà da Udine. A disposizione come big, però, Rizzetto non ha una rosa infinita di potenziali papabili. Ci sono Leonardo Barberio, per quanto essere stato il primo nome di peso in regione ad abbandonare la Lega per passare con Fratelli d’Italia potrebbe avergli alienato le simpatie di Fedriga, e in ottica futura il sindaco di Rivignano-Teor Mario Anzil che correrà in Regione. Se escludiamo, poi, le eventuali chance di Franco Baritussio, bene si capisce come Rizzetto abbia la necessità di individuare qualche “tecnico” esterno da spendere in giunta o almeno nelle Partecipate. E il fatto che Lanfranco Sette sia ancora alla guida dell’Interporto di Cervignano, un anno dopo la sua elezione a sindaco di Latisana, è lì a dimostrarlo.
Attenzione, infine, alla partita di Udine. Soprattutto nel caso di passo indietro di Pietro Fontanini, e con Fedriga blindato in Regione, FdI avrebbe tutto il diritto, a questo punto, di rivendicare per sè la candidatura a sindaco. Sempre che convenga, fa osservare qualcuno ricordando come nel 2018 (con la Lega al 34%) la città sia stata strappata per un pugno di voti. Già circola comunque un primo nome: quello dell’ex presidente di Federlegno Arredo Roberto Snaidero.