Sorpresa in consiglio a Porto Mantovano: la maggioranza rischia di andare due volte ko
PORTO MANTOVANO. Gli equilibri tra i gruppi di minoranza, maggioranza e gruppo misto sono precari e lo dimostra anche quanto avvenuto nel consiglio comunale di mercoledì sera (28 settembre). Da quando Roberto Mari, Valentina Tomirotti e Vittorio Rescigno, del gruppo misto, sono usciti dalla maggioranza per dare un appoggio esterno, l’asse politico è sempre sul filo del rasoio, perché in consiglio la maggioranza potrebbe ritrovarsi in inferiorità numerica.
Nell’ordine del giorno del consiglio c’era la discussione di quattro mozioni, due delle quali sono state respinte. Una, presentata dal M5S, riguardava gli odori molesti dovuti allo spandimento di liquami e l’altra, presentata da Vivere Porto, riguardava l’istituzione di un attraversamento pedonale. Le mozioni hanno ricevuto 8 voti a favore e 8 contro. Al consiglio mancava Mario Luppi della minoranza, che con il suo voto avrebbe potuto trasformare una situazione di parità, 8 contro 8, in una di inferiorità per la maggioranza, 8 contro 9.
Oltre alle mozioni si è discusso della modifica del regolamento di iscrizione dei bambini con disabilità ai cred. La questione era stata sollevata dalla consigliera Tomirotti all’inizio dell’estate, la quale chiedeva che i bambini con disabilità potessero iscriversi per quanti giorni desiderassero e non solo qualche giorno a settimana con l’educatore. «In consiglio ho avuto un momento di scontro con l’assessore Della Casa perché quando parlava di questo cambiamento sembrava che ci avessero fatto un piacere. In realtà hanno solo rispettato la legge», spiega Tomirotti.
In consiglio i toni sono spesso accesi e l’assessore al bilancio Alberto Massara sostiene che «questa costante ricerca dello scontro appare come grottesca agli occhi dei cittadini, preoccupati per il caro-bollette e per il costo della vita. Mi spiace che venga sottovalutata la gravità della situazione che stiamo vivendo e si tenti continuamente di far saltare il banco».
Un altro punto discusso riguardava l’interrogazione fatta dal consigliere di opposizione Andrea Bindini in merito all’aggressione avvenuta a metà agosto in una casa abbandonata, vicino al cimitero di Soave, di proprietà del Comune. Bindini chiedeva all’amministrazione quali fossero le misure che intendeva adottare per mantenere la sicurezza dell’area.
«Le risposte che ho avuto in consiglio dal sindaco non sono soddisfacenti – sostiene Bindini – Lui dice che quello che è successo è un caso sporadico e sembra tratti la cosa con sufficienza. Invece è un fatto molto grave. Ho saputo che la casa è stata ripulita, ma ho visto io stesso che la finestra è ancora priva di inferriate quindi chiunque può entrare».