Giudice di pace, a Voghera uffici “vietati” ai disabili; cittadino fa causa al ministero
Voghera. Un cittadino fa causa al ministero della Giustizia e al Comune di Voghera: chiede 275mila euro di risarcimento danni perché gli uffici del giudice di pace non permettono un comodo accesso oltre a impedire l’utilizzo dei bagni alle persone diversamente abili. Confermando, al di là del fatto che la richiesta danni venga accolta, che Voghera – come molte altre città – non è spesso a misura di disabile. Ma c’è da indignarsi quando a non esserlo sono, in particolare, gli edifici pubblici.
Il giudice di pace a Voghera ha la sede, da parecchi anni, in via Emilia 6. L’accesso è dalle scale, non ci sono ascensori ma una piattaforma che dovrebbe, condizionale d’obbligo, permettere a chi ha disabilità motorie, o anche a persone particolarmente anziane, di raggiungere il piano superiore. «Il ricorrente – si legge nella sintesi del ricorso arrivata in giunta comunale – lamenta di aver patito, quale cittadino, un danno da discriminazione causato dalla presenza di barriere architettoniche e dalla violazione del suo diritto all’accessibilità; in particolare, per ciò che riguarda l’immobile di proprietà del Comune di Voghera, lamenta che nello stesso sarebbe assente servizio igienico per disabili e che la piattaforma elevatrice non sarebbe funzionante per mancanza di chiavi, manutenzione e manovratore autorizzato».
Va da sè che il problema non è solo organizzativo, ma anche di rispetto per chi ha disabilità. Spesso accade, è stato spiegato da chi da disabile deve accedere a quegli uffici, che si debba attendere a lungo prima che si trovi un addetto in grado di fare funzionare la piattaforma. Appunto, sempre che non sia guasta.
La questione, come detto, tocca anche l’amministrazione comunale in quanto proprietaria dell’immobile: «Alla luce di un’attenta valutazione da parte dell’Ufficio Affari Legali e dell’Ufficio Patrimonio – spiega l’assessore all’Urbanistica, William Tura – il Comune ha deliberato di costituirsi in giudizio per affermare una sostanziale estraneità dell’ente rispetto alle motivazioni alla base del ricorso. Il Comune detiene la proprietà dell’edificio, è vero, ma dal ministero della Giustizia non è arrivata alcuna indicazione su eventuali adeguamenti strutturali. La struttura è stata dotata di montascale per l’accesso agli uffici del giudice di pace e il funzionamento e la manutenzione dello strumento è in carico al ministero e agli uffici del giudice di pace, quindi il mancato utilizzo del montascale non è ascrivibile al Comune, così come, appunto, dagli uffici stessi e dal ministero non è mai pervenuta al Comune la necessità di interventi di manutenzione straordinaria».