Ucraina, attacco russo contro convoglio umanitario: 23 morti. Usa verso risoluzione Onu contro i referendum
A poche ore dalla cerimonia al Cremlino in cui Putin sancirà l’annessione dei territori ucraini che hanno votato al referendum, in Ucraina prosegue la guerra. Con altre vittime, feriti e corpi in strada. Almeno 23 persone sono morte e 28 sono rimaste ferite in un attacco russo contro un convoglio umanitario che stava lasciando Zaporizhzhia, nel sud del Paese. “Le persone erano in fila per lasciare il territorio temporaneamente occupato, per andare a prendere i parenti, per fornire aiuti”, ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh, sul suo account Telegram. Immagini e video della scena mostrano veicoli distrutti e alcuni corpi in strada. “Al momento è impossibile anche contare il numero di morti e feriti”, ha commentato il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov. Ma secondo Vladimir Rogov, funzionario dell’amministrazione filo-russa di Zaporizhzhia citato dall’agenzia Tass, i responsabili dell’attacco sono le forze ucraine, che hanno colpito una colonna di auto che si stava formando per “dirigersi verso i territori liberati”.
Mosca intanto riconosce l’indipendenza delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, – due dei quattro territori dove si è svolto il referendum insieme a Lugansk e Donetsk – come si legge nei decreti firmati dal presidente russo Vladimir Putin e pubblicati sul portale ufficiale del Cremlino. Una decisione, si legge, presa “conformemente ai principi e alle norme generalmente riconosciuti del diritto internazionale, riconoscendo e confermando il principio dell’uguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite“. E mentre Unione Europea, Stati Uniti e Turchia hanno già dichiarato che non riconosceranno l’esito referendario, Washington ha annunciato martedì che avrebbe messo sul tavolo del Consiglio di sicurezza dell’Onu insieme all’Albania una risoluzione per “condannare i falsi referendum, invitare gli stati membri a non riconoscere alcuno status modificato dell’Ucraina e costringere la Russia a ritirare le sue truppe dall’Ucraina“, come ha dichiarato l’ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield.
E se la Russia usa il suo veto “per proteggersi, allora ci rivolgeremo all’Assemblea generale per inviare un messaggio inequivocabile a Mosca“, ha aggiunto. Se il veto russo non è in dubbio, sarà soprattutto la posizione della Cina, talvolta accusata dagli occidentali di essere troppo conciliante con la Russia, che sarà esaminata con attenzione. Pechino, ufficialmente neutrale, ha ribadito questa settimana il suo appello al rispetto dell’integrità territoriale “di tutti i paesi”. Anche la posizione dell’India sarà attentamente monitorata. I due paesi asiatici si erano astenuti a febbraio, il giorno dopo l’invasione russa, quando Mosca aveva posto il veto in Consiglio a una risoluzione che denunciava la sua “aggressione” all’Ucraina.
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