Sicurezza, a San Pietro i residenti affittano i “droni sentinella” per controllare il quartiere
il caso
PAVIA. Droni per tenere d’occhio il quartiere San Pietro, bersagliato da episodi di microcriminalità. Un’idea lanciata mesi fa dal gruppo L 24 San Pietro che ora si sta strutturando in un progetto vero e proprio, con il supporto di un’associazione, la Ndo (Nuova droni Pavia), che metterà a disposizione i propri droni per monitorare il rione. Si attiveranno, spiega Fabrizio Cavaldonati, fondatore del gruppo, quando verranno segnalate anomalie, situazioni pericolose o poco chiare, furti, truffe. Fenomeni che si erano attenuati, ma che ora si sono accentuati in modo preoccupante.
«Ho aperto questa associazione, la Ndp, perché sono munito di tutte le patenti necessarie per il lancio – spiega Fabio Care -. Abbiamo apparecchiature molto sofisticate, in grado di zoomare e con un’autonomia di circa mezz’ora per ogni volo». La Ndp. aveva già collaborato con il Comune e la polizia locale di Bressana nel periodo del lockdown. «Avevamo individuato parecchie persone che non si attenevano alle regole – spiega Care -. Non esiste un problema di privacy se non si inquadrano i volti, possibile invece con l’autorizzazione della prefettura. Peraltro i filmati non possono essere pubblicati, ma vanno messi a disposizione delle forze dell’ordine».
Tutto avviene nel rispetto della normativa vigente. «Sono munito dei permessi necessari per effettuare i sorvoli in qualsiasi zona, secondo le regole di Enac, l’Ente nazionale d’aviazione civile, che stabilisce le aree da escludere. A partire da quelle militari». I voli devono rispettare i limiti di altitudine, pari a 120 metri, e di distanza, pari a 500 metri in linea d’aria.
Il piano
«Il progetto, messo in campo da L24 San Pietro, è molto innovativo, prevede l’intervento del drone ogni volta che viene segnalato un episodio di microcriminalità e in caso di autorizzazione, si potrebbe inquadrare il viso di chi commette l’illecito. Il progetto dovrà essere presentato alla prefettura alla quale si dovranno anche inviare i nominativi di chi sorvola. L’utilizzo dell’apparecchio fungerà da deterrente».
«È chiaro che sarà massima la collaborazione con le forze dell’ordine – sottolinea Cavaldonati –. Riteniamo fondamentale attivare un sistema di sorveglianza ogni volta che vengono rilevati fenomeni di microcriminalità, grazie alla collaborazione con questa associazione che a settembre eseguirà sorvoli di prova. Un’attività innovativa per la città, possibile solo dopo l’autorizzazione di prefettura, forze dell’ordine e Comune».
Ricorda Cavaldonati che il gruppo Whatsapp conta 80 sentinelle, mentre sono 535 gli osservatori sul gruppo Facebook. «Siamo cittadini volontari che intendono tutelare il luogo in cui abitano, pur nel rispetto delle regole e muniti delle autorizzazioni necessarie. Non dimentichiamo gli ultimi episodi, come il furto in un bar e il Far west rilevato dal nostro gruppo». —
Stefania Prato