Ivrea. Michela, dopo il Botta e la pallavolo obiettivo Medicina
IVREA. Un recente passato da pallavolista in forza come banda prima al Canavese Ivrea volley e poi al Montalto Dora. Ora sogna invece di lavorare in ambiente medico o in un laboratorio di ricerca. Michela Bertacco, 19 anni di Ivrea, dopo aver conseguito il 100 con lode al Botta di Ivrea a indirizzo scientifico internazionale, è pronta ad entrare nel mondo universitario.
Com'è stata la maturità?
«Ho discusso l'orale a San Savino, il 7 luglio. All'inizio ero molto in ansia, volevo terminare al più presto questa avventura e godermi l'estate. È andata molto bene e sono contenta di essere riuscita a uscire da questo percorso di studi col massimo dei voti».
La pratica di uno sport e nella fattispecie la pallavolo quanto ha influito su questo straordinario obiettivo raggiunto?
«Adoro il volley, ma ho dovuto smettere per potermi concentrare sulla scuola, a cui tenevo molto. Ora andrò all'università e se passerò il test a settembre farò Medicina e biotecnologie. In caso invece di esito negativo al test d'ammissione, ho già anche un piano B: iscrivermi a Scienze naturali, in cui non bisogna sostenere alcun test per entrare. In questi giorni sto studiando parecchio, soprattutto chimica, la materia più difficile e nel periodo universitario potrei anche tornare a giocare a volley, se riuscirò a conciliare al meglio o due impegni».
Oltre al volley, quali sono le altre sue passioni?
«Andare in palestra e viaggiare. Riguardo il secondo hobby, con la famiglia sono andata a New York e nei villaggi turistici in Tunisia e Marocco, dove ho avuto la fortuna di conoscere nuove culture. In Europa ho girato in Spagna e Francia».
Qual è il suo sogno nel cassetto, per il lavoro?
«Ho sempre desiderato lavorare in ambito ospedaliero oppure nella ricerca, la strada è molto lunga, ma voglio perseguire con tutte le mie orze questo obiettivo». —
Loris Ponsetto