Carnevale 2023, a breve incontro con le componenti
IVREA. Il mese di settembre, che sta per iniziare, potrebbe essere il crocevia determinante per le sorti del Carnevale 2023, stando alle dichiarazioni degli addetti ai lavori rilasciate finora.
Ha indicato questo mese Roberto Stevanella, presidente di Pifferi e tamburi («Io ho promesso alla città e al gruppo che il 6 di gennaio usciremo e se non si muove qualcosa entro settembre inizierò a fare il piano di sicurezza»), lo ha ribadito Piero Gillardi, presidente della Fondazione organizzatrice («Da settembre ci troveremo, ne parleremo e sono certo che le soluzioni si troveranno») e anche Guido Santi, presidente dell’associazione aranceri a piedi ha indicato nelle prossime settimane il momento per prendere le decisioni sul futuro della manifestazione («Fin dai primi di settembre ci confronteremo per affrontare tutti gli aspetti legati all’auspicata rinascita del Carnevale»).
Paolo Diane, che guida l’associazione Componenti, si associa al coro: «A breve convocherò un incontro collegiale con tutti i nostri aderenti e faremo il punto sulla situazione; inoltre, con Fondazione abbiamo già concordato un’ipotesi di incontro per un confronto che possa essere la base per lavorare insieme con un obiettivo comune: ridare a Ivrea e agli eporediesi il Carnevale, dopo due anni di assenza, di pesantissima assenza».
In questi mesi di apparente calma sul fronte organizzativo, qualcosa si è mosso: «Devo riconoscere la massima correttezza del presidente di Fondazione Piero Gillardi: in questi mesi si è mosso nelle direzioni sulle quali si era impegnato: iniziare a ragionare con le componenti del “mondo battaglia”, sicuramente quelle che hanno le maggiori preoccupazioni; fare in modo di rimuovere qualche granello di sabbia che nelle ultime edizioni della manifestazione si erano evidenziati e confrontarsi, al livello locale e apicale, con le autorità competenti per capire quali saranno margini di manovra e i vincoli per l’organizzazione del Carnevale 2023. Come era facile immaginare, su questo ultimo punto, risposte non ne ha ancora avute, ma d’altronde ce lo aspettavamo: è presto, soprattutto in questo periodo in cui le emergenze sulle agende istituzionali sono numerose e pressanti».
Anche in assenza di risposte da parte delle istituzioni, secondo Diane le possibilità che l’edizione 2023 del Carnevale abbia luogo sono alte: «A meno di un’improbabile recrudescenza della pandemia, la situazione sanitaria e i relativi vincoli dovrebbero essere ormai stabilizzati. Fondazione ha espresso chiaramente la sua intenzione di organizzare l’edizione 2023 secondo quelle che sono le regole tradizionali del nostro Carnevale: dopo due anni di “niente e nessuno”, l’obiettivo è tornare a quel “tutto e tutti” che ognuno di noi auspica. L’ipotesi di Carnevale ridotto o limitato non è contemplata, perché, come è già stato detto e ribadito in questi anni, la nostra festa ha un senso solo ed esclusivamente se svolta secondo tradizione, nei tempi e nei modi».
L’ottimismo di Diane fa i conti con le innegabili criticità di questo periodo e che riguardano il caro prezzi, che non sta risparmiando nessuno: «Le componenti che devono approvvigionarsi, aranceri, Fagiolate e Polenta e merluzzo dovranno fare i conti con costi che al momento sembrano essere impegnativi. Questo è un nodo importante che dovremo valutare tutti assieme, proprio per evitare che l’aspetto economico possa incrinare la partecipazione più ampia possibile. Quest’anno più che mai sarà importante fare fronte comune, fra noi Componenti e con le istituzioni, Fondazione in primis, pensando al bene del Carnevale e alla sua rinascita, mettendo da parte, almeno per una volta istanze ed esigenze personali. La priorità assoluta, oggi, è riportare il Carnevale per le vie e le piazze di Ivrea, così come lo abbiamo sempre conosciuto, amato e fatto, così come lo abbiamo lasciato domenica 23 febbraio 2020». —
Federico Bona