Ivrea. Avis ha futuro grazie ai giovani: «E le ragazze donano di più»
IVREA. La generosità dei donatori di sangue eporediesi non conosce soste, neanche d’estate.
In una stagione che spesso presenta criticità nelle scorte a livello nazionale, Ivrea è da sempre un’isola felice e anche il trend del 2022 lo ha dimostrato, confermando dati del passato: «Praticamente abbiamo sempre coperto la capienza del centro trasfusionale sia per i prelievi di sangue che di plasma e piastrine – commenta compiaciuto il presidente dell’Avis di Ivrea Fernando Giannini – La media quotidiana è superiore alle venti donazioni. La nostra campagna estiva può quindi essere considerata vincente anche quest’anno».
Lo slogan
Fin da giugno, infatti, fanno belle mostra di sé i manifesti che invitano al dono, con lo slogan “Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare, ma prima di partire ricordati di donare”: un appello raccolto con entusiasmo, alla luce dei numeri.
La app
«Sicuramente ad agevolare l’affluenza estiva è stato anche il nuovo sistema di prenotazione del prelievo, che si è dimostrato molto funzionale sia per i donatori che per il centro trasfusionale – spiega ancora Giannini –: è stato introdotto da un paio di anni e negli ultimi mesi si avvale anche di una App. Poter prenotare data e ora della donazione consente ai donatori di programmarsi meglio, di espletare tutto in un tempo minore e per il personale sanitario c’è una maggiore pianificazione».
Le nuove leve
Generosità e organizzazione sono due fiori all’occhiello dell’Avis eporediese, ma c’è un terzo elemento che garantisce numeri altissimi di donazioni: il reclutamento delle nuove leve: da anni ormai i volontari dell’Avis intervengono periodicamente nelle scuole per trasmettere ai neo diciottenni la “cultura del dono” (non solo di sangue e derivati, ma anche di organi e midollo osseo), con ottimi risultati: «Sono molti i giovani che si avvicinano al dono e spesso sono loro a convincere i genitori a iniziare a donare. Questa campagna che fa oramai parte delle nostre attività ordinarie – prosegue il presidente Giannini – ci ha permesso di garantire un buon ricambio e di abbassare l’età media dei donatori. Credo che da parte mia sia doveroso un ringraziamento particolare a Elidio Viglio, Augusto Conedera e Pino Pison, donatori di lungo corso che dedicano molte mattinate per accompagnare i giovani nel corso della loro prima donazione»
Più donne che maschi
Giannini poi fa una interessante rivelazione: «È una constatazione statistica: le diciottenni che donano per la prima volta sono molto più numerose dei loro compagini maschi: evidentemente le ragazze dimostrano maggiore determinazione o più sensibilità nel momento della scelta».
Il problema
Fra tante rose, riconosce Giannini, c’è anche qualche spina: «Se dobbiamo rilevare un problema, lo identificherei nell’età media di noi che facciamo parte del consiglio direttivo e dei nostri collaboratori. In questo contesto sarebbe importante coinvolgere qualche giovane, per svecchiare un po’ i nostri quadri, ma soprattutto per apportare nuove idee al nostro operato».
La pubblicazione
Con lo sguardo rivolto al futuro, c’è anche il tempo per lanciare un’occhiata al passato: «Stiamo lavorano a un libro che possa riassumere i settant’anni di storia della Avis di Ivrea, che vengono celebrati proprio in questo 2022. E’ un’iniziativa che si inserisce nell’anno di “Ivrea Capitale italiana del libro 2022” e soprattutto l’opportunità di “fissare” ricordi e immagini che altrimenti rischierebbero di andare definitivamente perduti. Stiamo così lavorando alacremente ed entro la fine dell’anno puntiamo a presentare questa nostra ultima fatica». —
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