Senza anestesisti, il servizio sarà esternalizzato
Paola Dall’Anese
/ pieve di cadore
La carenza di medici anestesisti all’ospedale di Pieve di Cadore sta diventando sempre più grave tanto che l’Ulss 1 Dolomiti corre ai ripari indicendo un appalto da 3,7 milioni di euro per garantire il servizio nel Cadore ma anche negli altri presidi.
LA SITUAZIONE
L’allarme della carenza di questi professionisti era stato lanciato dal primario del Suem 118 che è anche il direttore facente funzioni dell’unità operativa semplice dell’Anestesia e rianimazione del Giovanni Paolo II tanto alla fine del 2021 richiedendo all’azienda sanitaria di esternalizzare il servizio per garantire l’attività stessa. Il bando scadrà il 20 settembre, e dopo la valutazione tecnica e l’assegnazione che saranno espletate entro novembre, il servizio prenderà il via il primo gennaio 2023.
L’unità operativa di Pieve di Cadore garantisce la guardia anestesiologica diurna in turni da 12 ore dalle 8 alle 20, la pronta disponibilità notturna dalle 20 alle 8 e l’attività stessa in sala operatoria, che ora è strutturata su tre sedute settimanali (lunedì, martedì e mercoledì) di chirurgia generale e urologica. Un’attività fondamentale per garantire non solo gli interventi programmati, ma anche gli interventi di urgenza-emergenza.
La situazione è diventata però insostenibile quando i due medici anestesisti sono andati in pensione lasciando il servizio senza alcun professionista per garantire l’operatività. L’Ulss ha chiesto aiuto ai reparti di anestesia degli altri ospedali, ma anche qui il personale è ridotto al minimo. L’azienda è ricorsa quindi ad altre soluzione siglando dei contratti libero professionali con specialisti ma anche ricorrendo alle prestazioni di una cooperativa di Bolzano. Soluzioni-tampone che non risolvono la questione in modo stabile.
LA SOLUZIONE
Visto che alla fine del 2022 la cooperativa terminerà il suo incarico, la direzione strategica guidata dalla direttrice Maria Grazia Carraro ha deciso di correre ai ripari pubblicando una procedura aperta per giungere ad un accordo quadro con più operatori a cui affidare il servizio delle guardie di anestesia e di sala operatoria nella struttura di Pieve di Cadore ma anche in altri ospedali qualora fosse necessario.
IL BANDO
Il contratto di affido del servizio durerà 36 mesi. L’importo a base d’asta è di 897.900 all’anno (Iva esclusa), per un importo complessivo di gara, comprese le opzioni previste, di 3.717.810,00 (Iva esclusa).
I documenti della gara saranno pubblicati oggi, il bando si concluderà il 20 settembre e il servizio dovrebbe partire con il nuovo anno.
«Questa procedura ci consentirà di garantire le attività chirurgiche ed anestesiologiche oltre che la sicurezza per tutte le attività dell’ospedale di Pieve e di altre strutture se sarà necessario», commenta la direttrice generale, Maria Grazia Carraro, «come già è avvenuto in altre realtà del Veneto e in Italia».