L’Udinese è diventata tosta e vola in alto con il gol di Beto
Il 31 agosto del 1997, quando il mondo si svegliò scoprendo che la principessa Diana era morta in un incidente stradale a Parigi, la Fiorentina di Batistuta (tripletta) vinse in maniera rocambolesca una partita che l’Udinese, anche in inferiorità numerica (espulso Amoroso), dominò. Alla Viola è mancato un attaccante che trasformasse anche mezza palla in oro. L’Udinese, invece, quel giocatore lo ha e si chiama Beto. Non diventerà forte come Bati-gol, però intanto in due partite da titolare ha segnato altrettanti gol, che hanno fruttato sei punti. Vittoria meritata, l’episodio del gol, con il contatto Deulofeu-Venuti ha fatto arrabbiare la Fiorentina che però forse farebbe bene a discutere prima delle scelte del proprio allenatore che, cambiando nove giocatori dell’undici anti-Napoli ha dato la sensazione di avere la testa già alla sfida di sabato con la Juve.
Sottil, invece, rispetto alla formazione di Monza modifica quasi niente: l’unica novità è la presenza di Bijol autore di una prestazione impeccabile – chiediamo venia, il ragazzo sembra pronto per la serie A –, al centro della difesa al posto di Nuytinck che prima dell’intervallo sarà costretto a scendere in campo al posto di Masina, vittima di un serio infortunio (si teme la lesione del crociato). La scelta paga perché la Viola si rende pericolosa una sola volta, su palla inattiva, con un imperioso stacco in terzo tempo di Quarta sul quale Silvestri piazza la solita parata strappa applausi. Per contro l’Udinese, molto più reattiva sulle seconde palle e aggressiva quando deve esserlo, segna un gol e va più volte vicina al raddoppio. Ecco, a trovare una pecca ai primi 45’ dei bianconeri è proprio quella di non aver segnato il secondo gol.
Sottil l’ha preparata proprio bene con Pereyra ancora esterno a destra che in possesso palla si alza immediatamente come aveva chiesto Cioffi a Molina lo scorso 27 aprile a Firenze. Così facendo il Tucu va subito a disturbare Terzic lasciando a Becao l’incombenza di contenere Saponara. Da rimarcare il perfetto gioco a elastico delle due mezzali, Lovric e Makengo, ecco spiegata la maggiore pericolosità dell’Udinese che lascia alla Fiorentina solo uno sterile possesso palla. Se poi ci aggiungiamo l’ottimo lavoro in fase di non possesso delle due punte il quadro è completo. Soprattutto Deulofeu si trasforma in una fastidiosa zanzara per i difensori andando a disturbarli spesso quando entrano in possesso di palla: proprio su una di queste situazioni il catalano ruba palla a Venuti e con l’assist per Beto anticipa Terracciano in uscita e consegna al portoghese un pallone sul quale c’è scritto “basta spingere”. Siamo appena al 17’ e meno di dieci minuti dopo il centravanti bianconero si crea un’altra opportunità ma in occasione dell’ultimo controllo si allarga un po’ favorendo l’uscita del portiere avversario. Anche Lovric ha in canna la palla del raddoppio, ma la posizione era un po’ defilata.
Impensabile nella ripresa rivedere la stessa partita. L’Udinese abbassa un po’ il baricentro e di fatto si schiera con un 4-4-2 puro. Italiano insiste con i soliti undici e si affida soprattutto a Kouamè. L’Udinese sbaglia qualche uscita di troppo specialmente con Walace e questo finisce per regalare quasi sistematicamente il pallone agli ospiti. Di tiri nello specchio della porta di Silvestri, però, neanche l’ombra. Sottil inserisce Success e Arslan per Beto e Lovric, e si gioca tutti e cinque i cambi quando mancano ancora dieci minuti. Tra questi c’è anche Samardzic che innesca le due ripartenze che potrebbero chiudere in anticipo la contesa: sulla prima Terracciano neutralizza il destro di Deulofeu, sulla seconda Success è in fuorigioco sull’assist di Udogie. La sostanza non cambia: la miglior Udinese di questo inizio di stagione batte la Fiorentina, la sorpassa in classifica e si issa a ridosso dei primi posti. Che bellezza!