Il mondo economico sul ponte di San Benedetto Po: «By pass, si faccia presto»
SAN BENEDETTO PO. Chiedono che il nuovo Ponte di San Benedetto Po possa essere aperto al più presto con la soluzione temporanea individuata dalla Provincia. Per farlo, scrivono una lettera al presidente provinciale, Carlo Bottani. E lo fanno tutte insieme: associazioni di categoria che spesso si scontrano, per il ponte, asse strategico per le aziende del territorio e per chi in questa parte della provincia ci abita o lavora, fanno invece squadra. La missiva, firmata da Confindustria, Apindustria, Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti, è partita ieri mattina. Le aziende associate sono preoccupate perché non si vede un termine ai lavori ma, soprattutto, perché avvertono la necessità di garantire velocemente una viabilità alternativa nel caso il vecchio ponte debba essere chiuso totalmente per problemi di agibilità. «A più di 160 anni dall’Unità d’Italia - scrivono le sei sigle - viviamo ancora in un Paese risorgimentale dove i ponti possono essere gloriosi come quello di Goito o epici come quello di San Benedetto, una tragicommedia che sembra non poter trovare un lieto fine. Noi non abbiamo ricette miracolose per risolvere il problema di questa infrastruttura che si definisce strategica solo a parole, visto che i fatti parlano di 30 anni di impegni disattesi e di problemi tecnici che si originano dai tempi in cui la struttura era in gestione ad Anas». Nel testo si sposa la soluzione temporanea individuata dalla Provincia: by pass provvisori che consentano di percorrere il nuovo ponte. Un intervento che «coprirebbe cittadini e imprese dai rischi, non del tutto improbabili, di interrompere il transito tra le due sponde nel caso in cui il vecchio ponte diventasse completamente inagibile». Consapevoli di non poter suggerire la strada giuridica e politica per arrivare alla soluzione definitiva del problema, i rappresentanti delle aziende chiedono, però, di fare presto: «È fondamentale - scrivono ancora - che si risolva un problema che si trascina da troppi anni e si intervenga per garantire una soluzione veloce che possa mettere al riparo dal rischio di blocco della viabilità tra i comuni di Bagnolo San Vito e di San Benedetto Po». In conclusione un appello: «Chiediamo un impegno forte di tutti gli attori impegnati nel progetto a velocizzare per quanto possibile le operazioni di raccordo con il nuovo manufatto e a progettare e realizzare senza indugio le strutture per l’utilizzo anche solo provvisorio del nuovo ponte».