Procaccio: «Dai Mantova, ci aspetta una bella battaglia»
MANTOVA. Senza nulla togliere agli altri nuovi arrivati, in questa fase precampionato il giocatore che forse ha colpito di più anche per duttilità tattica è Andrea Procaccio. Classe 1996, torinese di Chivasso con un passato nel vivaio della Juventus, Procaccio si mise in luce nel Borgosesia in D cinque anni fa, realizzando 14 gol ed entrando nel mirino della Triestina. Con gli alabardati l'esterno biancorosso ha disputato ben 4 stagioni di C e avrebbe avuto anche il contratto per proseguire.
Le vicende societarie del club giuliano poi, con l'improvvisa morte del presidente e il cambio al vertice, lo hanno indotto a prendere in considerazione l'offerta del Mantova dove senza mezzi termini ammette di sentirsi rinato.
«A Trieste ho passato quattro anni molto intensi - spiega Procaccio - anche se mi rimane la grande amarezza di quel rigore sbagliato a Palermo nella gara di ritorno dei playoff. In ogni caso in estate cominciai il ritiro con la convinzione di restare, poi però mi accorsi che la nuova dirigenza stava pensando di aprire un ciclo diverso. Il procuratore mi parlò dell'interessamento del Mantova, confermatomi anche da mister Corrent che mi aveva visto giocare. In definitiva anch'io forse avevo bisogno di stimoli nuovi in una piazza che mi stava facendo sentire molto importante e più passa il tempo e più sono convinto di avere fatto la scelta giusta».
Un impatto positivo da subito, con il mister e con il gruppo: «Mi hanno accolto fin dal primo giorno con simpatia - prosegue - quasi fossi stato sempre uno di loro. Sono ragazzi umili, molti dei quali giovani e che vengono dal basso; questo per me sta aiutando a forgiare un gruppo sano e compatto. Me ne sono accorto perché la stessa cosa poi è accaduta con Mensah. Il mister ha dei concetti di calcio molto belli e ci sta facendo giocare bene, la differenza può farla davvero questa coesione e unità di intenti».
In queste gare di preparazione al campionato, Procaccio è stato utilizzato sia da centrocampista, sia da punta esterna: «Credo di essere stato acquistato come mezzala - precisa - anche se è capitato pure in passato di fare l'attaccante. Mi piace andare uno contro uno e saltare l'uomo, ma anche giocare più di quantità e stare nel vivo della battaglia. Sono a disposizione, deciderà il mister».
È già tempo di pensare alle partite che contano davvero, con i tre punti in palio, cominciando dalla trasferta di sabato a Seregno contro il Sangiuliano City: «Ci siamo preparati bene in questa fase - conclude Procaccio - e la squadra è pronta per l'esordio. Siamo in un girone duro, dove oltre alle solite favorite quest'anno si sono aggiunte altre squadre ambiziose. A Seregno sarà una guerra, contro una formazione neopromossa ma tutto fuorché da sottovalutare. Non c'è mai niente di facile in C e i nostri stimoli dovranno essere massimali. L'affronteremo a viso aperto, cercando i loro punti deboli con la convinzione che la nostra squadra può giocarsela contro chiunque».