Strangolini-capunsei: nell’Alto Mantovano si riaccende la sfida sugli gnocchetti
VOLTA MANTOVANA-PONTI SUL MINCIO. Strangolino o capunsel? Ancora una volta il gustoso gnocchetto di pane tipico dell’Alto Mantovano fa parlare di sé. L’arena è Facebook, con più precisione la pagina “Lago di Garda”, che quotidianamente posta informazioni e notizie riguardanti le località lacustri. Proprio qui nei giorni scorsi è stato dedicato uno spazio agli strangolini De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) di Ponti sul Mincio, ma a stretto giro sono comparsi i commenti per lo più di utenti di Volta Mantovana che, con affermazioni più o meno colorite, hanno rivendicato la paternità del piatto sancendo che il nome corretto è “capunsei” e che la ricetta originale è di Cereta, frazione di Volta.
Che le colline moreniche siano rinomate per il proprio cibo è risaputo e fortunatamente pare che almeno questo sia accettato di buon grado da tutti, è però altrettanto ben noto che i capunsei, riconosciuti come Prodotto agroalimentare tradizionale (Pat) dalla Regione nel 2006, vengano cucinati in più paesi ma mai allo stesso modo.
In questo caso è, però, necessario fare un distinguo: a Ponti regna lo strangolino, non il capunsel. Nel piccolo comune dell’Alto Mantovano il 30 giugno 2017 - in seguito alla delibera 34 del 21/06/2017 - è stato presentato alla stampa proprio lo strangolino De.C.O. «realizzato nel rispetto della ricetta contenuta nel disciplinare di produzione» e «storicamente considerato prodotto tipico della tradizione culinaria di Ponti sul Mincio». Per la sua preparazione sono necessari il pane grattugiato (ciabattine o rosette), il burro, il Grana Padano DOP grattugiato, le uova, il brodo vegetale ed una noce moscata. Lo strangolino deve avere una forma simile ad una pallina ovalizzata della lunghezza di circa 5 centimetri, ed una volta cotto viene servito condito con burro fuso aromatizzato con foglie di salvia.
Spostandoci di pochi chilometri raggiungiamo Volta dove, in seguito all’istituzione nel 2003 della Denominazione Comunale di Origine, è stata assegnata la De.Co. alla ricetta dei capunsei di Volta Mantovana che prevede, oltre agli ingredienti in comune con gli strangolini - l’utilizzo di brodo di carne anziché di brodo vegetale e le varianti con aglio e/o prezzemolo, assenti invece negli strangolini di Ponti. Altre differenze si riscontrano nella preparazione (ad esempio la doratura del burro per l’impasto) e nella forma: il capunsel è un piccolo cilindro con le estremità affusolate.
Dunque, anche se l’origine di questi piatti è comune e può essere ricondotta alla necessità delle massaie locali di offrire ai soldati trentini un’alternativa agli strangolapreti ed ai canederli, le rispettive ricette tramandate negli anni si differenziano. In qualsiasi caso il consiglio è di assaggiare gli strangolini di Ponti, i capunsei di Volta e, perché no, anche di Solferino - che prevede l’utilizzo degli amaretti - e di Goito, per poi scegliere il piatto che più vi piace nella speranza che vengano abbattuti i confini geografici e del gusto all’insegna della valorizzazione delle numerose e preziose denominazioni comunali. Sara Boschetti