“Via militari e armi, poi il controllo a Kiev”. Ecco il piano di Zelensky per prendere in mano le attività della centrale nucleare di Zaporizhzhia
Ritiro di militari e armamenti russi, demilitarizzazione di tutta l’area e passaggio di controllo alle autorità ucraine. E’ questo il piano di Volodymyr Zelensky per riprendere il controllo delle attività della centrale nucleare di Zaporizhzhia, attualmente occupata dalle truppe di Mosca.
La “roadmap" per «il recupero e la normalizzazione» dell’impianto atomico, il più grande d’Europa, è stata descritta dal presidente ucraino nel corso dell’incontro di ieri sera con Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA). Il funzionario Onu è a capo della missione dei 13 esperti che arriverà oggi (secondo i programmi e al netto di imprevisti) proprio nella centrale di Zaporizhzhia per valutare lo stato di salute dell’impianto sempre più al centro dei bombardamenti.
Durante l’incontro di ieri a Kiev, dove la task force dell’agenzia delle Nazioni Unite è arrivata nella mattinata, Zelensky ha affermato che la missione Aiea è la più difficile degli ultimi tempi ma è nell'interesse dell’Ucraina, e ha sottolineato che la centrale deve essere completamente smilitarizzata.
«Vogliamo che la missione dell’Aiea guidata dal direttore Grossi sia in grado di raggiungere la centrale con l'aiuto dei nostri servizi speciali e dei corridoi di sicurezza e (una volta lì) fare tutto ciò che è in loro potere per prevenire le minacce globali», ha detto il presidente ucraino. Il quale ha ribadito l'importanza della «demilitarizzazione urgente del sito, del ritiro di tutto il personale militare russo e delle loro armi ed esplosivi, e del trasferimento del controllo alle autorità ucraine».
L’impianto, che si trova nella località di Enerhodar, sulla sponda del Dnypro opposta a Nikopol, è al centro dell'attenzione globale dall'inizio di agosto, quando le forze russe hanno aperto il fuoco per la prima volta sulla centrale elettrica. La Russia ha respinto gli appelli a smilitarizzare la centrale e ha affermato di avere il dovere di «proteggerlo» dalle provocazioni, accusando Kiev di aver ordinato gli attacchi. Le Nazioni Unite avevano concordato di facilitare la visita degli ispettori dell’Aiea via Kiev, ma la Russia ha insistito sul fatto che la missione non doveva viaggiare attraverso la capitale dell’Ucraina. Il 23 agosto Sergey Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha confermato, in un colloquio con la sua controparte francese Katherine Colonna, che il suo governo aveva accordato il passaggio attraverso il territorio ucraino della missione convergendo sulla sua attuazione. Il 25 agosto, per la prima volta nella storia, la centrale è stata del tutto sconnessa dalla rete elettrica ucraina, una manovra che non è escluso possa aver causato danni all’impianto di raffreddamento.
La squadra Aiea è partita stamane alle sei ora locale (le cinque ora italiana) da Kiev, il tragitto prevede almeno sei, sette ore di cammino, mentre l’ispezione durerà «alcuni giorni», mentre inizialmente si parlava di sabato. La precisazione del direttore Grossi potrebbe delineare un periodo di permanenza più lungo dettato dalla convinzione degli esperti di ritenere necessario un intervento prolungato oltre che d’urgenza.
Il colpo di artiglieria che ieri l’altro ha colpito il tetto della palazzina 1 dell’impianto causando un buco di evidenti dimensioni, porta a non escludere che danni siano stati già arrecati alla struttura, sebbene al momento il livello di radiazioni appaia nella norma.
L'Aiea non esclude infine di istituire una missione permanente nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, dice il direttore generale dell'Agenzia, Rafael Grossi, secondo quanto riporta la Tass.