Pont Canavese, commerciante contro i rincari del 200%: «Uniamo le forze»
PONT CANAVESE.Una situazione insostenibile non soltanto per i comuni cittadini, ma anche per i commercianti, che più degli altri devono fare i conti con i rincari in bolletta. A fare un appello per fare fronte comune, dopo l’iniziativa promossa a livello nazionale dall’Ascom che consiste nell’esporre in vetrina le bollette, è Andrea Gimorri, 38 anni, gestore del supermercato Crai di Pont Canavese, da sempre attento all’ambiente e al dispendio di energia, che ora si sente con le spalle al muro di fronte ad un aumento del 200% del costo dell’energia elettrica rispetto alla spesa dello scorso anno: in pratica il costo è triplicato.
Indipendentemente dall’iniziativa Bollette in vetrina dell’Ascom, che punta a sensibilizzare i clienti degli esercizi commerciali sugli altissimi costi di gestione delle spese per l’energia e a protestare contro i rincari, il giovane titolare dell’attività commerciale, «sana e per cui non ha mai avuto bisogno di chiedere un contributo da quando ha aperto il negozio a 19 anni» si chiede se non sia arrivato il momento di chiedere aiuto in maniera collettiva per garantire la sopravvivenza del commercio.
«Ho visto che tanti altri commercianti, in giro per l’Italia, stanno cominciando ad esporre le loro spese di gestione, mai così alte - racconta Gimorri -, così mi sono chiesto se in Canavese altri stiano vivendo le mie stesse preoccupazioni. Negli anni gli aumenti per il costo dell’energia ci sono sempre stati, ma non si è mai vista una crescita esponenziale così costante. A giugno ho pagato circa 3000 euro di energia elettrica, ma a luglio è stato ancora peggio. E a consumi ridotti rispetto allo scorso anno: se nel 2021 a luglio ho speso 1687, 11 euro, per lo stesso periodo del 2022 dovrò pagare una bolletta da 5033,70 euro. Si tratta di un aumento del 200% rispetto allo scorso anno e non è servito a nulla fare attenzione al dispendio energetico, non utilizzando il condizionatore e spegnendo le luci e le insegne».
Non aiutano, secondo il gestore, nemmeno gli strumenti di ultima generazione: «Sono sempre stato molto attento all’ambiente e ai consumi - racconta il titolare del supermercato. - Ho scelto di passare subito all’illuminazione a led e ho frigoriferi e banchi di ultima generazione, a risparmio energetico, ma con queste tariffe è tutto inutile. Ho anche pensato di chiudere un’ora prima la sera, ma servirebbe a poco perché i frigoriferi restano comunque sempre accesi. Nel frattempo mi sto informando per capire se altre compagnie offrano prezzi migliori o se ci siano margini per rinegoziare le tariffe attuali, ma resta il fatto che per il commercio questi sono gli stessi effetti che avrebbe una guerra direttamente a casa nostra, non in un’altra nazione come sta avvenendo».
È inutile anche la misura prevista dal Governo che prevede il rimborso come credito d’imposta del 15% delle spese energetiche se l’aumento nel primo trimestre del 2022 è superiore del 30% alla spesa dello stesso periodo nel 2019: «Ho chiesto di avere questo contributo con l’ausilio del mio commercialista ed è la prima volta che lo faccio perché finora ho gestito un’azienda sana, che non ha mai avuto bisogno di aiuto, va contro i miei principi chiedere aiuto allo stato ordinario delle cose, ma questa è una situazione straordinaria, con aumenti straordinari, e per questo serve quindi un intervento straordinario da parte dello Stato prima che le aziende falliscano. Purtroppo, con rincari così alti, il credito d’imposta del 15% non basta: con la mia attività rivendo prodotti che subiscono già gli aumenti classici da parte della casa madre, ma questi costi di gestione li assorbiamo totalmente noi commercianti e non vedo, per ora, soluzioni a lungo termine».