Settimo Vittone: anche i produttori di Carema doc contro la centrale sul Chiussuma
SETTIMO VITTONE
A colpi di prelievi da 90/140 litri/secondo nel tratto del torrente Chiussuma, tra Trovinasse e la Dora - acqua che verrebbe incanalata in una condotta sotterranea del diametro di 50 centimetri -, finirebbero in carenza idrica le irrigazioni dei vigneti del Carema doc, e tante piccole aziende agricole e zootecniche che costellano una delle zone canavesane di maggiore pregio per il vino, i formaggi, la via Francigena, il turismo lento e di prima montagna, l’outdoor: l’Eporediese sulla Serra tra Settimo e Carema, tanto suggestivo quanto fragile. L’altro timore, oltre ai vigneti a secco, è che restino senza acqua potabile gli abitanti di alcune frazioni, come Airale di Carema, per l’ipotizzato collegamento tra lo stesso Chiussuma e una falda che alimenta l’acquedotto comunale che la centrale andrebbe a depauperare. Un impatto pesantissimo, insomma, su un territorio sempre a rischio frane che ha fatto della sostenibilità la propria cifra strategica, e anche sulla comunità. Da qui il no corale. È questo in sintesi il ragionamento dei soggetti che ora bocciano il progetto della centrale idroelettrica proposta dalla società bresciana Idroelettrica Valle dei Mulini sul torrente Chiussuma, all’altezza di Trovinasse, a 1200 di quota, nel Comune di Settimo Vittone.
si moltiplicano i “no”
I primi a prendere posizione una settimana fa erano stati gli ambientalisti, con le tre associazioni Comitato tutela dei fiumi e i circoli Legambiente Tavo Burat di Biella e Dora Baltea di Ivrea, che hanno già presentato le relative osservazioni in procedura di Valutazione di impatto ambientale. Ora il pollice verso è quello dei viticoltori (dalla Cantina dei produttori di Nebbiolo Carema doc ad altri nove grandi produttori, in pratica l’intero comparto) e poi i capiroggia comunali che gestiscono le derivazioni, Slow food che proprio a Carema ha dal 2014 una propria condotta, lo stesso Comune di Settimo Vittone con il sindaco Sabrina Noro, fortemente contrario. Giovedì mattina, in municipio, c’è stato un primo incontro tecnico aperto al pubblico. Sala gremita, era presente la Città metropolitana, a cui fa capo il procedimento di richiesta di concessione di derivazione d’acqua a uso energetico, la Regione, la ditta proponente, gli ambientalisti, i rappresentanti del mondo vitivinicolo e poi tanti cittadini, oltre ai referenti delle amministrazioni comunali. Scaduto il 18 agosto scorso il termine per la pubblicità del progetto sugli albi pretori comunali e metropolitano, si entra nel vivo. Giovedì 1 settembre ci sarà la prima conferenza di servizi. Intanto le osservazioni stanno lievitando: dagli ambientalisti a quella in forma congiunta Slow food e circolo Dora Baltea Legambiente, i produttori di Carema, mentre il Comune di Settimo sta valutando i passaggi burocratici per fare altrettanto. Ieri, dalla Cantina dei produttori Nebbiolo Carema doc, il presidente Matteo Bosonetto riassumeva i timori dei colleghi viticoltori.
ce ne sono già dieci
«L’acqua del Chiussuma – ha detto Bosonetto – è risorsa preziosa per sostenere l’agricoltura di Carema e Settimo Vittone». Va detto che quella dei bresciani sarebbe l’undicesima centrale idroelettrica sulla Dora, tra 9 già a regime e la decima in costruzione a Quassolo. Ma «i dati forniti sulla portata del torrente Chiussuma e sulle quantità minime di deflusso, su cui si basa questo progetto, non rappresentano efficacemente la situazione attuale: l’utilizzo della portata media storica rischia di essere un dato largamente sovrastimato in quanto non prende in considerazione il quadro climatico attuale che sta repentinamente evolvendo verso situazioni di ridotte precipitazioni medie annue. Risulta evidente che il bacino montano da cui sorge il torrente Chiussuma è privo di scorte glaciali o di bacini naturali che possano avere un effetto regolatore sulla portata, è quindi evidente come essa sia strettamente legata al regime precipitativo. In un quadro come questo non riteniamo opportuno autorizzare un progetto di captazione che sottragga al Chiussuma risorse idriche preziose a quote altimetriche concorrenziali con l’attività agricola».