Lo aggrediscono con i bastoni per rapinarlo. Lui reagisce e li picchia
MIRANO. Tentano di rapinarlo: picchia i suoi aggressori. Che non sono andati all’ospedale solo perché, se l’avessero fatto, sarebbero stati riconosciuti e denunciati.
Davide Miladi di Mirano ne ha anche prese la sera del 28 maggio, all’uscita del sottopasso pedonale che dà su via Casabellata a Santa Giustina, nel Feltrino, ma ha impedito a due italiani di portargli via soldi e oggetti di valore.
E il 23enne miranese è andato a farsi medicare all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre: 15 giorni di prognosi per trauma cranico ed escoriazioni dopo che aveva avuto un mancamento alla guida dell’auto ed era stato soccorso dal 118. Erano intervenuti anche i carabinieri della stazione santagiustinese che gli avevano sequestrato una somma in denaro sui 5 mila euro. Parte offesa nella vicenda con l’avvocato Stefano Marrone, ieri il tribunale del Riesame di Belluno si è riservato sulla richiesta di dissequestro della somma. C’è bisogno di un po’ di tempo per decidere, ma da quanto si intuisce non ci dovrebbero essere ostacoli a un provvedimento favorevole.
Quei soldi erano quasi sicuramente il motivo della tentata rapina. Verso le 20.45 di quella sera, l’hanno affrontato due persone travisate da un cappuccio e dotate di mascherina, che l’avrebbero colpito più volte con dei bastoni o delle spranghe. In un primo momento Miladi sembrava destinato ad avere la peggio, ma in seguito ha fatto capire agli aggressori che se l’erano presa con la persona sbagliata.
Li ha pestati entrambi, costringendoli alla fuga senza nemmeno un euro in tasca. Pur dolorante, secondo la ricostruzione dei militari, il 33enne è salito in macchina, dirigendosi verso Feltre, ma dopo nemmeno un chilometro di viaggio ha avuto un mancamento e, quando è sceso dall’auto, è caduto.
Dopo aver ricevuto le necessarie cure, Miladi ha dato una descrizione il più possibile precisa dei due uomini, spiegando ai carabinieri che stava facendo una serie di colloqui di lavoro e i soldi gli servivano per una casa in alto Cadore.
Una spiegazione senz’altro convincente, tanto è vero che l’uomo sta effettivamente lavorando e conta di vedersi restituire i soldi entro il tempo che ci metteranno i giudici a sciogliere la riserva. Le indagini sull’episodio continuano, anche se non sono per niente semplici. —