Nuova Pediatria Padova, ok al progetto. Parte la gara per la costruzione
PADOVA. Non c’è solo il nuovo polo di San Lazzaro. Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Giuseppe Dal Ben ha infatti firmato nelle scorse ore l’approvazione del progetto esecutivo e ha avviato la gara per la realizzazione della nuova Pediatria che avrà un costo di circa 46 milioni di euro. «Speriamo di poter assegnare quanto prima i lavori», ha aggiunto ieri Dal Ben che ha specificato come la scadenza per la presentazione delle offerte è il prossimo 13 settembre alle 15.
I lavori
I cantieri procederanno in due fasi: la prima per le opere preliminari di scavo e la seconda di vera e propria costruzione dell’edificio. «Questa opera nasce dalla necessità di dare una risposta alla clinica pediatrica», ha aggiunto il direttore generale, «e la realizzazione dell’ospedale della mamma e del bambino va in questa direzione». Dunque non ci sono più ostacoli burocratici per la realizzazione del nuovo ospedale per bambini. Nei giorni scorsi l’Autorità nazionale anticorruzione ha infatti dato il suo assenso dopo che tecnici e avvocati hanno esaminato il progetto esecutivo dello studio Striolo, Foschesato&Partners. Ora la speranza è di far partire i lavori in autunno per concludersi tra il 2023 e il 2024.
Le due fasi
Il progetto esecutivo prevede dunque la divisione dei lavori in due fasi temporali per evitare ulteriori inciampi su una strada già ricca di ostacoli. Il progettista, infatti, «viste le note condizioni al contorno che caratterizzano il contesto generale in cui sarà inserito il nuovo edificio, ha rappresentato l’opportunità di eseguire un’attività di riorganizzazione della documentazione di progetto esecutivo che consenta, pur mantenendo immutata l’unitarietà dell’appalto complessivo, la realizzazione delle opere in due distinte e temporalmente successive fasi operative». Ovvero: nella Fase 1 sono previste le opere preliminari, a partire dai lavori necessari per la realizzazione dello scavo (anche in relazione all’archeologia e alla bonifica bellica), lo spostamento delle reti distributive ed energetiche, nonché gli allacciamenti impiantistici. In altri termini si tratta di tutte le opere che a causa di una parziale conoscenza dello stato di fatto, che potrà essere completata esclusivamente a scavi avvenuti, potrebbero subire rallentamenti, criticità tali da ingenerare possibili contenziosi con l’appaltatore. La Fase 2, invece, si occuperà delle opere principali, inerenti alla realizzazione dell’edificio stesso. L’insidia quindi è tutta nella Fase 1: alla prima suppellettile i lavori rischiano di bloccarsi per permettere alla Soprintendenza di intervenire per il recupero.
I numeri
Dagli iniziali 14mila metri la costruzione arriverà a 22mila 500 sfruttando i 6mila dell’attuale edificio e i 2.500 dell’interrato. Costo circa 60 milioni di euro interamente finanziati dalla Regione. Il 50 per cento delle stanze saranno singole, da 30 metri quadri con due letti. Uno per il bambino e uno per un genitore. Il resto saranno doppie. Per quanto riguarda le misure l’edificio è alto come un palazzo di dieci piani ma in verità ne conta 8 perché un piano di sala operatoria è alto 4 metri e 50 uno normale 2,70. È lungo 74 metri ma i primi due sono a 90 metri perché contengono locali per servizi. Sarà fondamentale il collegamento con la nuova Ostetricia che infatti verrà rifatta e che insieme alla Pediatria costituirà l’ospedale della mamma e del bambino.