Ferdinando Camon: obbligo di vaccino per i prof. Il bene di tutti è al di sopra di tutto
L’opinione.
Ma come, sta per aprirsi il nuovo anno scolastico e scopriamo che ben 215 mila insegnanti non hanno ancora fatto la vaccinazione? Questa è una colpa degli insegnanti, che hanno fatto lavorare il cervello per evitare di vaccinarsi, ma è anche una colpa dello Stato, che non ha saputo tappargli la fuga e raggiungerli alla spicciolata e vaccinarli. Finché avremo 215 mila insegnanti non-vaccinati sarà del tutto utopistico voler riaprire le scuole in sicurezza.
Gli insegnanti non-vaccinati saranno sempre un possibile focolaio d’infezione. E allora? Allora bisogna vaccinarli. E se loro non vogliono? Se non vogliono, o cambiano professione o vengono obbligati.
Sull’obbligo di una vaccinazione ho ricordi precisi, e si trattava della vaccinazione anti-vaiolo. È stata un’operazione grandiosa. Abbiamo estinto il vaiolo con quella vaccinazione obbligatoria. L’obbligatorietà veniva assicurata dai carabinieri.
Passavano in moto per le case, due carabinieri per ogni moto (l’ironia popolare diceva che viaggiavano in due perché il carabiniere davanti portava l’ordine e quello dietro portava il contrordine), e consegnavano una raccomandata con la quale veniva comunicato alla famiglia il luogo, il giorno e l’ora in cui doveva portare il figlio alla vaccinazione obbligatoria.
Anch’io mi son vaccinato per questa obbligatorietà. Sono grato allo Stato. A nessuno di noi venne in mente che lo Stato esercitasse un sopruso, tutti pensammo che lo Stato faceva il suo dovere, proteggeva il suo popolo. Ha funzionato.
La vaccinazione fu capillare, bambino per bambino. E sto parlando della campagna veneta, dove la popolazione vive dispersa, isolata, priva di comunicazioni: se non la informavi così, con i carabinieri casa per casa, i veneti della campagna non si sarebbero vaccinati mai.
L’obbligatorietà era l’unico modo per raggiungere un bene collettivo. Ora siamo da capo: abbiamo la parte più preziosa delle nostre famiglie, i nostri figli, che devono andare a scuola, e se a scuola trovano personale docente e lavorante non vaccinato rischiano di prendersi il contagio e di portarcelo in casa.
La malattia epidemica farebbe un poderoso salto in avanti. Non possiamo correre questo pericolo. È dovere del personale docente e lavorante proteggere i nostri figli. Fa parte del lavoro d’insegnante. Fa parte dei nostri diritti di genitori.
Loro non vogliono vaccinarsi? Non devono poter non volere. Il medico che non si vaccina non può fare il medico, l’insegnante che non si vaccina non può fare l’insegnante. Il bene di tutti è al di sopra di tutto.
Dunque m’aspetto che lo Stato comunichi l’obbligatorietà della vaccinazione anti-Covid e che da qui all’apertura delle scuole quei 215mila insegnanti non vaccinati spariscano. Chiamati a scaglioni con lettera a domicilio. O anche con un sms, visto che adesso c’è questa comodità, e che le Usl hanno i numeri di telefonino di noi tutti. Uno Stato efficiente si misura da qui. —