Biennale Donna a Trieste, nel catalogo tanti racconti di un cantiere di trasformazioni silenziose
TRIESTE. Proposta al pubblico grazie a un allestimento che richiama gli stilemi di un cantiere, la terza edizione della Biennale Internazionale Donna, allestita al Magazzino 26 del Porto Vecchio, mantiene tale sobrietà - interrotta soltanto da un’intersezione rosa shocking - anche per quanto riguarda la grafica del catalogo (Elzeviro Editore, pgg. 192), che verrà presentato in sede sabato alle 11. Partecipano l’assessore alla Cultura del Comune Giorgio Rossi, la Consigliera di Parità della Regione Anna Limpido, con il cui contributo è stato stampato il libro, le curatrici del volume, Antonella Caroli, Pamela Berry, che ha firmato il layout, e Luisa De Marinis e l’editore Alessandro Tusset di Collalto.
Le opere in catalogo sono suddivise in due sezioni: la prima raccoglie 27 artiste affermate, invitate dalla curatrice, Gabriela von Habsburg, scultrice astrattista, e dal comitato scientifico composto da Pamela Berry, Karmen Corak, Luisa De Marinis, Barbara Luisi e Victoria Ogley; la seconda propone invece una cinquantina di lavori, selezionati dalla curatrice e dal comitato su 150 candidate. “Trasformazioni silenziose”, questo il titolo della rassegna e del volume, che allude al lento e impercettibile mutamento del reale che avviene quotidianamente sotto i nostri occhi, ha concesso libertà per tecniche ed espressioni artistiche, dalla performance alle arti applicate, dall’installazione ai video, a pittura, scultura e fotografia.
In apertura il sindaco Roberto Dipiazza ricorda la funzione di “cuore artistico” del Porto Vecchio, quale punto di riferimento e rilancio dinamico della città e del territorio, e l’assessore Rossi sottolinea l’importanza dell’evento quale occasione di incontro, dialogo, sperimentazione e scambio. Secondo l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen la rassegna riflette le eccellenze del capoluogo regionale e la sua alta vocazione europea e internazionale mentre la Consigliera di Parità Anna Limpido sottolinea, richiamando Goethe, quanto sia stretto il rapporto tra l’arte e le donne.
La presidente Bid Šeherzada Ahmetović pone quindi l’accento sul fatto che la BID21ART si traduce in una manifestazione di arte contemporanea rivolta ad artiste donne in grado di generare connessioni di tipo professionale e artistico tali da unire trasversalmente culture e paesi diversi. La vicepresidente Antonella Caroli rammenta la figura dell’architetto Barbara Fornasir e il suo modus operandi nelle passate edizioni della Bid, che era il suo sogno e ora le viene dedicata. Una professionista, purtroppo prematuramente scomparsa come la fotografa Neva Gasparo.
Gabriela von Habsburg vede nella mostra “un’interessante quanto eclettica combinazione di artiste, … ognuna delle quali ha interpretato il tema, affrontandolo con originalità sia concettuale che di forma”. Karmen Corak, spiega acutamente il significato di “Trasformazioni silenziose”, concetto affrontato anche rapportandosi al saggio omonimo del filosofo François Jullien: “osservando le trasformazioni silenziose insite nell’esperienza dell’arte - conclude Corak, autrice di Fine Art Photography, pluripremiata a livello internazionale, e già conservatore alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma - si potrebbe vedere e vivere diversamente le trasformazioni della vita”.
Luisa De Marinis, storica dell’arte e curatrice, ricorda che la strategia della Biennale è curare le fasi di progettazione e di selezione, proponendo concept forti e linee di ricerca capaci di stimolare le energie presenti nella produzione artistica delle donne. Barbara Luisi, fotografa e violinista, pone l’accento sul concetto di equilibrio, che può essere simmetrico, asimmetrico o radiale e come tale può condeterminare la natura delle opere, ma anche il giudizio su di esse.
La prolusione si conclude con un intervento di Berkan Karpat, presidente Associazione artisti della Haus der Kunst di Monaco di Baviera, e con quella sull’amata Trieste dell’architetto Giulia Decorti, autrice dell’allestimento della mostra.