Borgo San Sergio senza medico, il rione triestino si mobilita: raccolte già 300 firme
TRIESTE. Trecento firme in pochi giorni: è la mobilitazione in atto a Borgo San Sergio, che reclama il ritorno un medico curante nel rione. A occuparsi della raccolta della firme è Alessandro Fumaneri, titolare dell’omonima farmacia di via Curiel. Tutto nasce da una paradossale situazione venutasi a creare proprio negli ultimi giorni nell’estrema periferia Est della città, quando ben 1.500 pazienti sono rimasti appunto senza medico di fiducia, dal momento che la dottoressa del rione Adriana Cossara, lo scorso 30 giugno, ha raggiunto il meritato pensionamento. Come conseguenza, dal primo luglio i suoi pazienti sono stati redistribuiti fra gli altri medici di base sparsi per la città. «È un atteggiamento irresponsabile da parte di Asugi – sottolinea senza mezzi termini Fumaneri – che aveva due mesi di tempo per trovare dei sostituti. In questo modo, invece, costringe 1.500 persone, per la maggior parte anziani, a spostarsi per una visita di routine, o più semplicemente per delle ricette. Il vicegovernatore Riccardo Riccardi mi ha riferito che sta cercando di rimediare a questa anomala situazione con un incarico, a breve, dei sostituti. Nel frattempo gli abitanti di Borgo San Sergio si presentano in farmacia a chiedere aiuto perché rimasti senza farmaci. È una situazione ingiusta e pericolosa – prosegue Fumaneri – che costringe la gente a spostarsi con il caldo in giro per la città».
Pronta la replica dell’Azienda sanitaria, che non ci sta di rimanere con il cerino in mano e fare la figura di chi lascia la popolazione senza copertura medica. «Stiamo aspettando le graduatorie della Regione – fanno sapere da Asugi – ma per continuare a garantire l’assistenza di base ai cittadini abbiamo tempestivamente coinvolto il comitato preposto con il quale era stato concordato di prevedere tre nuovi incarichi a tempo determinato. L’incarico è stato accettato da due di questi, i quali entreranno in servizio entro fine mese, mentre per sopperire alla mancanza del terzo medico si è disposto di aumentare temporaneamente il massimale di tutti gli altri medici di Medicina generale. È giusto ricordare, però, che i dottori che verranno non saranno vincolati al territorio, facendo seguito a quella che è una norma nazionale, non trattandosi di un vezzo di Asugi. L’azienda sta già facendo grandi sforzi, purtroppo non è nella possibilità di vincolare i futuri medici di base al territorio. Il servizio, però, nel frattempo continua ad essere garantito».
Che i medici possano rimanere vincolati a Borgo San Sergio, o quantomeno a questa parte della periferia Est, è invece l’auspicio del presidente della Settima circoscrizione Stefano Bernobich. «Bello sarebbe trovare il modo di riuscire a incentivarli a rimanere in periferia – si augura Bernobich – perché anche qui, come in centro città, ci sono tanti pazienti da seguire».