Ferrara, non Pfizer ma Moderna per 2.900 adulti
FERRARA. Nuovo cambio di programma nell’agenda della vaccinazione. «A seguito di alcune modifiche nell’invio di dosi vaccinali, l’Asl è nelle condizioni di dover sostituire il tipo di vaccino somministrato a circa 2.900 pazienti di età superiore a 18 anni», scrive l’azienda sanitaria. È di mercoledì la notizia, riportata ieri da alcuni organi di stampa, che in regione sono arrivate 20mila dosi di Moderna che consentono di fronteggiare la temuta stretta sulle forniture nelle prossime settimane.
«Al posto dello Pfizer – scrive ancora l’Asl – sarà somministrato il vaccino Moderna, che, come noto, può considerarsi equivalente allo Pfizer, essendo entrambi vaccini a Rna messaggero. A questi utenti sarà naturalmente somministrata anche la seconda dose di vaccino con Moderna, e riceveranno il relativo appuntamento, via sms, a 35 giorni dal primo». Gli utenti, precisa l’azienda, «non dovranno fare nulla, e al momento della somministrazione riceveranno ogni necessario ragguaglio».
Riunione in prefettura. Oggi in prefettura si riunirà il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica per esaminare la situazione in città in vista della finale degli Europei, domenica sera.
Il rischio è che l’entusiasmo, come avvenuto il giorno della semifinale, generi assembramenti che potrebbero far circolare il virus, in particolare la variante Delta che sta iniziando a diffondersi con una certa velocità anche nel nostro Paese.
Polemica sulla dad. Intanto è ancora dibattito su scuola e campagna di vaccinazione. Il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi frena sulla possibilità di esentare dalla didattica a distanza solo gli studenti vaccinati, in caso di focolai nel prossimo anno scolastico, proposta arrivata nei giorni scorsi dall’assessore regionale dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini. «Da parte nostra c’è a livello nazionale questa impostazione – ha ribattuto Bianchi, ieri a Bologna – per cui se vogliamo tornare in presenza il nostro invito è che tutti si rendano responsabili e quindi colgano l’occasione che viene offerta di potersi vaccinare». Per quanto riguarda invece un’altra iniziativa della Regione, cioè istituire punti vaccinali mobili davanti alle scuole già a settembre per favorire la vaccinazione dei ragazzi dai 12 ai 19 anni, «questo è nella disponibilità delle regioni», dice il ministro.
Sul tema è intervenuto ieri il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: per evitare la dad, ha detto, «ci vuole il vaccino ed è cosa buona e giusta farlo». Ma l’obbligo non c’è, «nessuno su questo si spaventi. Sopra i 12 anni – ha rimarcato Bonaccini – ci si può vaccinare e io spero si vaccinino più persone possibile, compresi i ragazzi». Adesso, ha aggiunto, «dobbiamo convincere un po’ di scettici, ricordando loro che gli oltre 120mila morti nel Paese e gli oltre 13mila in questa regione sono dovuti purtroppo a questo terribile virus, non certo per i vaccini». Anzi i vaccini «sono l’unico strumento per proteggerci dalla variante Delta, che sta preoccupando in Gran Bretagna e in giro per l’Europa».
I bollettini. Il bollettino provinciale ha registrato ieri 6 nuovi contagi ma nessun ricovero all’ospedale di Cona e nessun decesso. In regione i contagi sono lievemente in crescita: 94 riportati nel bollettino di ieri e 2 decessi, a Reggio Emilia e nel Riminese. —
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