Ungheria, il Parlamento Ue firma la risoluzione contro la legge anti Lgbt (ma Orban la difende)
La condanna è ufficiale e formale: con una risoluzione votata ieri a Strasburgo, i deputati del Parlamento Ue hanno biasimato «nel modo più deciso possibile» la nuova legge ungherese anti Lgbtq come «una chiara violazione dei valori, dei principi e del diritto dell’Ue», e hanno esortato la Commissione europea ad avviare una rapida azione legale contro il governo di Viktor Orbán.
https://twitter.com/Europarl_EN/status/1413424678685794306La legge ungherese dice che «al fine di garantire la protezione dei diritti dei bambini, la pornografia e i contenuti che raffigurano la sessualità fine a se stessa o che promuovono la deviazione dall’identità di genere, il cambiamento di genere e l’omosessualità non devono essere messi a disposizione delle persone di età inferiore ai diciotto anni», e le lezioni di educazione sessuale «non dovrebbero essere finalizzate a promuovere la segregazione di genere, il cambiamento di genere o l’omosessualità».
La presidente della commissione, Ursula von der Leyen, ha già ribadito più volte che la legge è una «vergogna»: «Mette l’omosessualità e la riassegnazione di genere alla pari con la pornografia», ha spiegato. «Questa legge strumentalizza la protezione dei bambini, a cui tutti teniamo, usandola come scusa per discriminare gravemente le persone in base al loro orientamento sessuale. Questa legge è vergognosa».
Ursula von der Leyen ha promesso di usare i poteri dell’esecutivo dell’Ue per proteggere i diritti dei cittadini e ha inviato una lettera formale al governo Orbán.
La risoluzione approvata dal Parlamento Ue, sebbene non vincolante, sostiene che la legge ungherese violi i diritti alla non discriminazione e alla libertà di espressione. Nel testo si condanna «nei termini più duri possibili» la legge che è parte «di una più ampia agenda che sta conducendo allo smantellamento della democrazia e dello Stato di diritto». E fa appello alla Commissione e al Consiglio Ue per «riconoscere finalmente l’urgenza di un’azione a difesa dei valori iscritti nell’articolo 2 del Trattato». In totale, 459 deputati hanno votato a favore (147 i contrari e 58 gli astenuti). I deputati affermano inoltre che non ci si possa fidare delle autorità ungheresi per una gestione dei fondi UE «non discriminatoria».
Orbán, intanto, promette una strenua difesa della sua legge: «Noi dell’Europa centrale sappiamo com’è quando il partito di stato o il sistema dittatoriale e il monopolio di potere che gestisce, vogliono crescere i bambini al posto dei loro genitori», ha affermato. «Non l’abbiamo permesso ai comunisti, quindi non permetteremo nemmeno a questi sedicenti apostoli della democrazia liberale di educare i bambini al posto dei genitori ungheresi».