Innalzamento del mare, grido d’allarme a Venezia: «Avremo maree oltre gli 80 ogni giorno»
VENEZIA. Un aumento del livello del mare che va da 43 centimetri a 84 centimetri entro il 2100. A cui vanno aggiunti altri centimetri dovuti alla subsidenza, cioè all’abbassamento del livello del suolo. Gli scienziati del mondo non abbassano la guardia di fronte ai cambiamenti climatici. E ricordano l’ultimo rapporto speciale pubblicato dall’Ipcc (il Panel internazionale sui cambiamenti climatici) sull’oceano e la criosfera alla fine del 2019. Dati che sono drammaticamente attuali, frutto di una ricerca sostenuta dagli scienziati di tutti i Paesi del mondo. L’aumento del livello delle acque continua. Dovuto al clima che cambia e allo scioglimento dei ghiacciai. Complicato dal meteo e dagli eventi estremi, come si è visto in laguna il 12 novembre del 2019. E la tendenza è chiara. Senza interventi per limitare l’emissione dei gas serra, il pianeta aumenterà la temperatura di un grado entro pochi anni. E il livello delle acque si alzerà. Da 1,9 millimetri l’anno nell’ultimo secolo a 5,61. Risultato, alla fine di questo secolo gli scenari prevedono nell’ipotesi più ottimistica un innalzamento del mare di 43 centimetri. In quella “pessimistica” 83 centimetri, che potrebbero essere incrementati ancora dalla subsidenza. «Significa», avverte l’ingegnere idraulico Antonio Rusconi, già direttore dell’Autorità di Bacino e dell’Idrografico, «che tra pochi anni le maree superiori agli 80 centimetri saranno quotidiane, anche due volte al giorno. Il Mose, se sarà finito e funzionante, si dovrà sollevare ogni giorno con gravi conseguenze per la portualità e la laguna».
Le cifre del resto parlano chiaro. Nell’ultimo decennio (2000-2019) il numero delle maree superiori a 110 è quasi raddoppiato. 95 eventi rispetto ai 45 del decennio precedente 2000-2009. Dal 1990 al 2000 le maree sopra i 110 erano “soltanto” 44.
Drammatica anche la frequenza delle maree eccezionali, superiori a 140 centimetri. Una quota in cui le difese locali non servono più e la città viene quasi completamente allagata. Nel 2019 ci sono state 5 maree di questo tipo. Nei precedenti 150 anni erano state 21. Sempre nel 2019 il secondo evento della storia, con una quota record di 189 centimetri. I tre casi di marea superiori a 160 sono avvenuti tutti negli ultimi 54 anni. Da quando sono cominciate anche le manomissioni e gli scavi in laguna.
Un allarme maree sempre più vicino. Che minaccia Venezia ma anche le aree costiere e le foci dei fiumi, di cui si sta occupando anche il Centro previsioni maree del Comune diretto da Alvise Papa.
Se n’è parlato anche nel corso di un convegno sul progetto «Venezia 2021» organizzato dal Corila. L’ente di ricerca, presieduto dal docente di Ca’ Foscari e diretto da Pierpaolo Campostrini, collabora da vent’anni alle attività del Consorzio Venezia Nuova e del Magistrato alle Acque.
Adesso ha ottenuto dal Provveditorato 10 milioni di euro per finanziare il progetto 2021 e raccogliere dati sulla laguna.