G20 Venezia, i segreti della control room interforze governata dagli algoritmi
VENEZIA. Una sola lingua per tutte e tre le forze di polizia che operano sul territorio. Il G20 e la sala operativa comune realizzata per gestire l’ordine pubblico sono riusciti in quello che da decenni tutti auspicano. Il coordinamento radio è la prima cosa che colpisce, insieme ai grandi schermi, entrando nella sala operativa interforze allestita per questo G20.
Una struttura dove l’intelligenza artificiale che con i suoi algoritmi governa telecamere esterne, fissa obiettivi da seguire, legge numeri di targa e confronta istantaneamente profili umani, esalta la capacità umana di scegliere chi e che cosa controllare. La sala realizzata sull’impianto della moderna control room della polizia locale ti porta dentro ad una realtà che profuma di telefilm americani da serie di Netflix, dove agenti FBI ingrandiscono immagini, incrociano nomi e numeri raccolti all’istante in banche dati sparse nella rete ed elaborati sempre grazie agli algoritmi.
Non siamo ad Atlanta o a New York ma al Tronchetto, isola famosa per essere culla di piccole mafie locali a fatica combattute. Da questa sala, cuore tecnologico della sicurezza, viene gestito l’esercito di 1.500 uomini che in questi giorni sovrintende alla sicurezza dei grandi della Terra.
Ma è anche un grande fratello che ha occhi ovunque, usa quelli del sistema di videosorveglianza del Comune ma pure quelli installati appositamente sui mezzi in dotazione a chi è sparso sul territorio.
Da remoto controlla gli occhi posizionati sugli elicotteri, ma pure quelli sulle imbarcazioni. E guardando i monitor colorati si ha quasi l’impressione che i visori notturni siano strumenti vecchi, banali in confronto a ciò che possono fare certi strumenti. Il miracolo più grande lo hanno fatto sulle comunicazioni.
Tutti i reparti sul territorio parlano la stessa lingua e interagiscono tra loro. Da un punto di vista della comunicazione la città è stata divisa in quattro zone. A ognuna fa capo una postazione all’interno della sala operativa. Immaginiamo quattro chat che tra loro sono isolate ma che vengono governate da un unico moderatore (la centrale). Ognuna riceve comunicazioni che riguardano la zona di rifermento. Se necessario, però, il moderatore le può mettere in contatto tra loro, quindi tutti possono sentire tutto. Oppure vengono fatti dialogare due gruppi. Questo a seconda delle esigenze derivate dall’ordine pubblico.
Ma al Tronchetto hanno realizzato anche la struttura che ospita la logistica di supporto agli uomini impegnati. Si trova nell’Hub103 della Stazione Marittima. Qui arrivano dalla terraferma poliziotti, carabinieri e finanzieri che vengono imbarcati per essere trasportati ad ogni inizio turno in centro storico. Per il trasporto sono impiegati tre lancioni da 120 posti ciascuno di Alilaguna.
Uomini e donne arrivati di rinforzo sono disseminati in 15 alberghi di Mestre e centro storico. Nell’Hub103 trovano l’assistenza medica normale e quella imposta dai protocolli anti-Covid, compresi i tamponi.
Anche in questa area si “ragiona” interforze, con spazi comuni dove accedere a informazioni di servizio, ma anche su come muoversi e di chi chiedere in caso di necessità. Risposte e indicazioni sono state stampate in un opuscolo a disposizione dei vari operatori. E qui vengono distribuite ai capi squadra anche le radio per parlare la stessa lingua.
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