Rapina in villa a Preganziol, si indaga su una banda dell’est
PREGANZIOL. Hanno forzato la porta d’ingresso con i classici arnesi da scasso e non hanno esitato a brandire i loro cacciaviti come armi per intimidire i proprietari. La rapina ai danni del conte Giuseppe Marcello del Mayno, della moglie Beatrice e della figlia, ripropone con forza il tema dei colpi in villa. Quello avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì scorso, non è che l’ultimo episodio di un filone che torna a ripresentarsi lungo il Terraglio e in tutta la Marca trevigiana a ondate cicliche. Un fenomeno che i carabinieri conoscono bene ed è anche per questo, riconoscendo nel modus operandi una sorta di “marchio di fabbrica”, che gli inquirenti avvalorano la tesi di un banda specializzata venuta (e tornata) dall’est Europa per colpire in maniera mirata una delle ville simbolo della statale Napoleonica.
Diversamente dai già tristemente diffusi “topi d’appartamento” questi malviventi sono pronti a correre il “rischio” di dover affrontare gli inquilini faccia a faccia, ricorrendo alle minacce e alle intimidazioni. L’altra notte, attorno alle due, quando si sono trovati di fronte alle figlia del conte, appena tornata da Londra, i tre banditi si sono mostrati subito risoluti, le hanno intimato di non muoversi e hanno fatto altrettanto, subito dopo, con i due anziani proprietari. Hanno requisito i telefoni cellulari e si sono fatti consegnare, oltre al denaro contante disponibile, anche gioielli, orologi e argenteria (parte della quale è stata poi abbandonata nel parco durante la fuga). Prima di entrare in azione, la banda era probabilmente riuscita a disattivare, o quanto meno a eludere, il sistema d’allarme. I carabinieri di Treviso che indagano sul caso, sperano di ottenere elementi utili alle indagini dal sistema di videosorveglianza.
Le analogie di questo colpo, con altri episodi avvenuti in passato (su tutti la rapina “fotocopia” del 2015 ai danni di un altro villone lungo il Terraglio, quello del petroliere Giancarlo Miotto), inducono a pensare che si tratti di una banda di cosiddetti “trasfertisti”, soggetti che provenendo dall’estero soggiornano per un breve periodo in zona, giusto il tempo di studiare il colpo, e dopo essere entrati in azione tornano nei paesi d’origine.
In relazione al brutto episodio subito dalla famiglia Marcello del Mayno, al civico 276 del Terraglio, tra Preganziol e Mogliano, sono in molti ad esprimere solidarietà. Il conte, oltre che mecenate e imprenditore con la sua omonima azienda agricola è anche una figura pubblica a Preganziol. Nel ’95 era stato candidato sindaco con il polo delle libertà e nel 2011 era sceso in strada con le ronde predisposte dall’allora sindaco Sergio Marton. Dalla locale sezione della Lega arriva un messaggio di vicinanza: «Apprendiamo con sgomento la notizia» commenta il segretario Stefano Burlini «Non è immaginabile lo spavento che queste persone hanno provato alla vista dei delinquenti. Ci auguriamo che gli autori di tale gesto criminale siano assicurati alla giustizia, nella speranza di un giudice non troppo accondiscendente».Matteo Marcon