Ivrea. Variante al Prg, divorzio consensuale tra Comune e i progettisti guidati da Boeri
IVREA. Per gli addetti ai lavori la strada era già segnata da tempo. Martedì sera la giunta ha messo nero su bianco la conclusione dell'incarico con il team dell’archistar Stefano Boeri per la redazione della variante al Piano regolatore. Un accordo consensuale che verrà firmato nei prossimi giorni a fronte di un ulteriore esborso, da parte del Comune, di 15mila euro. A proseguire il lavoro e portare in porto la variante saranno, con ogni probabilità, i professionisti dell'ufficio tecnico comunale supportati da consulenti tecnici esterni. Difficile che al momento venga intrapresa la via di una nuova gara che richiederebbe tempi troppo lunghi. Il lavoro svolto in questi tre anni da Boeri lascia alla città una visione strategica fondata sui pilastri della sostenibilità, del contenimento del consumo di suolo e sul concetto di forestazione urbana che consentirà di strutturare operativamente le scelte di pianificazione urbanistica che seguiranno. Concetti che ora dovranno però essere concretizzati. Il lavoro è fermo dal novembre del 2020 con l’ultima conferenza di pianificazione e il divorzio dai progettisti rappresenta un altro stop.
Sono due le ragioni che di fatto hanno portato alla conclusione della collaborazione tra il pool di professionisti che nel maggio del 2017 vinse per poco meno di 100mila euro la gara per la variante strutturale al Piano regolatore di Ivrea. La prima è di natura tecnica, la seconda riguarda i rapporti non proprio idilliaci tra l'ufficio tecnico e i progettisti. Nel corso di questi anni la Regione e la Soprintendenza hanno chiesto al Comune di trasformare la variante strutturale in variante generale, adeguando lo strumento urbanistico al Piano paesaggistico regionale e al sito Unesco (con l’approvazione del progetto tecnico preliminare, nel gennaio di quest’anno, la buffer zone è stata tutelata). La questione non era solo economica: la richiesta dei progettisti di un adeguamento del compenso, rispetto al variare dell’incarico e del lavoro da svolgere, è sempre stata giudicata più che legittima da parte del Comune. «Il codice degli appalti - spiega l'assessore all'Urbanistica Michele Cafarelli - consente però di poter aumentare l'importo da corrispondere non oltre il 50% rispetto a quello stabilito dalla gara. Considerando che ai progettisti erano già stati dati ulteriori 23mila euro per adeguare il Prg al Piano paesaggistico regionale, non c'erano più margini di manovra. A quel punto abbiamo scelto di chiudere la collaborazione».
Ancora in tema di soldi, il team di 12 professionisti ha di fatto già ricevuto il 65% (64mila euro) del compenso pattuito a cui si aggiungono i 15mila euro che nei prossimi giorni verranno corrisposti per chiudere il rapporto di lavoro. «Le modifiche del contesto normativo dell’incarico inizialmente definito come variante strutturale e poi evoluto in variante generale - spiega Stefano Boeri - ci ha condotti alla decisione consensuale di portare a termine la collaborazione iniziata quattro anni fa. Lasciamo in eredità alla città il lavoro svolto fino a oggi, portato avanti sia con il pool di professionisti che con una grande partecipazione della cittadinanza, con la speranza che possa essere uno strumento utile alle scelte future». In realtà oltre a questioni squisitamente tecniche, ci sono quelle legate ai rapporti, sempre più tesi, tra i progettisti e l'ufficio tecnico. I primi di certo non si aspettavano le 67 pagine di osservazioni presentate dal Comune in Regione in sede di proposta tecnica preliminare di variante.
Cosa lascia in eredità il pool di progettazione capitanato da Massimo Giuliani e Stefano Boeri? Si parte dal recupero delle aree dismesse alla valorizzazione del patrimonio esistente, per arrivare al potenziamento dei servizi pubblici e al miglioramento dei trasporti. Ivrea2030 propone un rinnovato e consapevole rapporto tra campagna e città. Le linee guida contenute nel Piano valorizzano l’opportunità di portare la realtà urbana a una condizione ancor più internazionale grazie all’iscrizione nella World Heritage List Unesco per “Ivrea, città industriale del XX secolo”, a parchi pubblici e a un collegamento ferroviario più rapido con l’asse Torino-Milano, limitando la nuova edificazione, e favorendo un insieme di interventi di riqualificazione e restauro urbano. «La stesura dei contenuti strategici del Prg - spiega Massimo Giuliani -ha cercato di intercettare le istanze di rilancio della città reinterpretando la lezione olivettiana che l'Unesco aveva finalmente riconosciuto come il migliore esempio di sviluppo industriale sostenibile sia socialmente che nella sua dimensione ambientale».