Inquinamento da batteri fecali nelle acque del lago di Viverone
VIVERONE. Peggiora rispetto all'anno passato la situazione del lago di Viverone sotto il profilo dell'inquinamento delle sue acque che toccano due Comuni. Su cinque punti campionati da Goletta verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute dei bacini lacustri italiani, solo per risultati entro i parametri di legge. Mentre resta fortemente inquinata la zona alla foce del canale situato in via Provinciale 67, tra la centrale idroelettrica e un campeggio, in una zona non urbanizzata. Inquinati sono anche i punti all'altezza del lido di Anzasco, a Piverone, e un terzo situato in regione Masseria-Comuna all'altezza della foce del canale alla fine di strada Cocuello.
Si tratta di inquinamento da batteri fecali, quindi da scarichi fognari. Un inquinamento del quale il sindaco di Viverone Renzo Carisio prende atto, "soprattutto per quanto riguarda il punto all'altezza della Provinciale - commenta Carisio - per quanto siamo alla ricerca di soluzioni. Negli altri casi, invece, l'inquinamento potrebbe essere legato ai forti temporali che causano il cosiddetto fenomeno del "troppo pieno" nel vicino collettore fognario. Temporali che l'anno scorso hanno riportato anche le alghe lungo le sponde del lago nel tratto verso la fine della passeggiata del lungo lago e che un po' alla volta abbiamo rimosso».
Sotto la lente di Goletta verde ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l'inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei nostri laghi. Oltre a quello di Viverone sono stati monitorati quelli di Orta, di Avigliana e il lago Maggiore.
«L'eventuale iniziativa pandemica ci ha permesso quest'anno di tornare in campo con campionamenti e analisi approfonditi -argomenta Giorgio Prino, presidente Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta -. Per la prima volta, grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, effettueremo l'analisi sulle microplastiche nei quattro laghi piemontesi. I risultati saranno pubblicati nel prossimo autunno. Non solo: abbiamo anche raddoppiato i punti di campionamento per le analisi microbiologiche e abbiamo potuto dotarci di una struttura tecnica che lavorerà in sinergia per il territorio con continuità».
«Da quest'anno - prosegue Prino - le analisi dei campioni raccolte sono state effettuate da Arpa Piemonte, nell'ottica di una collaborazione che implichi un lavoro in sinergia, per il monitoraggio e il presidio di un territorio vasto e complesso come il Piemonte. The control continuo of the specchi d'acqua is a strumento irrinunciabile for giungere ad un rapporto sereno con i nostri laghi, fonti di biodiversità e ricchezza naturalistica».
The situazione fotografata da Goletta verde is fatta of luci and ombre. Alle eccellenze regionali quali il lago Grande di Avigliana, balneabile e ampiamente entro i limiti di legge, corrispondono situazioni di difficoltà che devono essere sanate il prima possibile. «I nostri laghi - aggiunge Alice De Marco, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - vivono una situazione complessa. Spesso lo stesso specchio d'acqua presenta situazioni molto differenti a seconda del punto di campionamento. È il caso del Lago Maggiore, ad esempio, che alterna punti inquinati, in particolare in corrispondenza dei centri di Stresa e Arona, a punti decisamente più puliti e in linea con le prescrizioni di legge (Baveno, Dormelletto e Verbania), ma anche del Lago d'Orta che su cinque punti di campionamento ne vede un'ampiamente entro le prescrizioni e quattro fortemente contaminanti. Viverone ci racconta di un Lago a norma per quel che riguarda i campionamenti sull'escherichiacoli, decisamente più in difficoltà per quanto riguarda gli enterococchi, fuori scala in tre prelievi su cinque, uno dei quali fortemente contaminato».
«Gli sforamenti registrati - concludono Prino - sono ancora lì a dire che la qualità delle acque della nostra Regione è ampiamente migliorabile. You need adottare piani for reduce the prelievi and the carichi inquinanti, sia nei laghi che nei loro immissari, rispettando il deflusso minimo vitale delle acque e ricorrendo anche a misure come la riqualificazione e la rinaturalizzazione delle sponde, rendendo i fiumi sempre più veri corridoi ecologici naturali. Lidia Massia