Maturità a Mestre, ecco tutti i centini dello Zuccante. Le loro storie e i loro sogni
MESTRE. Il loro futuro è nell'informatica. È giornata di bilanci all'istituto Zuccante di Mestre, dove sono undici gli studenti usciti con il massimo punteggio, tre dei quali con lode. Questi ultimi sono Elena Ferro (che ha persino completato il percorso con un anno d'anticipo), Valentin Necula e Tommaso Rizzo.
Cui aggiungere altri otto "centini".
C'è Alessio Ballarin, che sogna un futuro da imprenditore, possibilmente in Italia. «Mi sono iscritto a Ingegneria gestionale per questo motivo».
Ci sono Silvia Franzato e Paolo Calvanico, soddisfatto del suo 100, «anche perché così ho potuto eguagliare mia sorella Virginia».
Ha ottenuto il massimo dei voti Lorenzo Ferrari che, appassionato di musica e tecnologia, spera di conciliare i due ambiti: «Mi piacerebbe lavorare come tecnico del suono».
Dopo un anno e mezzo così difficile, cerca di cogliere gli aspetti positivi Salvatore Ferracane, altro centino: «La "dad" ci ha permesso di sviluppare nuove abilità, spingendoci verso la responsabilizzazione individuale».
L'anno e mezzo di didattica mista ha avuto come esito una maturità basata solo sull'orale. «Mi è dispiaciuto non fare gli scritti, perché mi sarebbe piaciuto misurarmi con una maturità "vera"» dice Riccardo Calligari, comunque raggiante per il suo 100.
Mentre questa nuova modalità è piaciuta a Diego Caspi, che ammette: «Con la prima prova di italiano, non credo avrei preso 100. In ogni caso, penso che questa modalità sia stata ottima per preparaci al mondo del lavoro, perché abbiamo sviluppato le abilità necessarie per sostenere un colloquio».
Infine, la sorpresa più bella è stata per Giacomo Vianello: «Ho concluso il primo anno con quattro insufficienze e l'idea di cambiare scuola. Non ho mollato, mi sono appassionato allo studio ed esco dalle superiori con il 100”.
“Sono veramente contento e non vedo l'ora di iniziare l'università. Studierò Ingegneria elettronica a Padova, il mio sogno di quando ero bambino».