Strage di auto e contusi a Mareno: stato di calamità per la grandinata
CONEGLIANO. La grandine non finisce di martellare i vigneti. Non solo, anche le auto, e perfino le persone, come è avvenuto a Mareno, dove una donna è stata colpita da un chicco, grande quanto una noce, sulla schiena, per fortuna senza particolari conseguenze. Si trovava all'esterno e non aveva nessun riparo. Il colpo ha lasciato un leggero segno (ma anche una botta di paura), e ci sono stati altri casi simili. L'emergenza era stata segnalata, ma i residenti del Coneglianese immaginavano un possibile acquazzone, non il ritorno della grandine, come avvenuto in maggio ed in giugno.
Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, con un decreto ha dichiarato lo stato di crisi a seguito della tempesta che ha interessato la zona della Pedemontana trevigiana. Il decreto rimarrà “aperto”, anche in relazione alle prossime avversità e in attesa che i Comuni interessati effettuino le opportune ricognizioni e il censimento dei danni provocati dal maltempo.
Contestualmente, il governatore ha avviato le procedure per lo stato di calamità naturale, per il ristoro ai danni che hanno interessato le attività agricole della zona, in particolare le colture vitivinicole. La tempesta di martedì sera, per fortuna, si è limitata a pochi minuti ed ha colpito a macchia di leopardo.
In ogni caso la grandine, che martedì 29 giugno ha colpito a macchia di leopardo un po’ in tutta la Marca ma soprattutto il Coneglianese, si accanisce in particolare contro le coltivazioni di Prosecco, che stanno già lamentando una minore produzione del 20%. All'assemblea dei produttori, la settimana scorsa, si è palesata grande preoccupazione per il meteo bizzarro che rischia di sottrarre alla prossima vendemmia addirittura 10 milioni di bottiglie, per cui dovranno essere recuperati dai 5 ai 6 mila ettari di glera. Da qui il repentino intervento del governatore Zaia.
Chicchi fino a 2 centimetri di diametro hanno imbiancato alcune aree di Mareno, Codognè, Santa Lucia di Piave, Conegliano. Le auto in A27, martedì sera, si sono fermate sotto i ponti, e, da quanto riferiscono i carrozzieri del Coneglianese, almeno una cinquantina di vetture sono state sottoposte ieri mattina alla loro supervisione per le conseguenze del bombardamento.
Intanto i tecnici Coldiretti si sono attivati fin dal mattino di ieri 30 giugno in tutto il Coneglianese. «La grandine - scrive l’associazione - si è abbattuta sulle colture andando come di consueto a provocare dei danni, a volte determinanti, ai raccolti e alle strutture delle imprese agricole. Nelle prossime ore le stime dei danni. Si saluta positivamente il decreto del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia che ha dichiarato lo stato di crisi».